(PRIMAPRESS) ROMA – Secondo un rapporto redatto dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), in collaborazione con l’azienda farmaceutica Roche, gli italiani non sono correttamente informati riguardo le patologie che colpiscono il tratto gastro-enterico. Solo nel 2006, nel nostro Paese si sono registrati circa 10.620 decessi e nel 2008 sono stati diagnosticati 12.600 casi di persone affette da queste problematiche. I ricercatori hanno realizzato un sondaggio intervistando un campione di 600 persone, con lo scopo di verificare – afferma il coordinatore dell’equipe, Carmine Pinto – “il livello di consapevolezza dei cittadini su una patologia particolarmente aggressiva, che colpisce ogni anno circa 13.000 persone e che rappresenta il quarto big killer nel nostro Paese, anche se con importanti differenze di incidenza tra le diverse aree geografiche”. I dati hanno evidenziato l’eccessivo consumo di insaccati e carne rossa, sottolineando come solo un 10% degli interpellati mangi regolarmente frutta e verdura. Dal rapporto è emerso inoltre che circa il 70% delle persone ritiene di non essere un soggetto a rischio e identifichi le cause della malattia non sulle cattive abitudini alimentari, bensì sull’inquinamento. Il direttore dell’Oncologia Medica del Policlinico Careggi di Firenze, Francesco Di Costanzo, ha affermato che attualmente “si stanno registrando importanti progressi nel trattamento del tumore dello stomaco in stadio avanzato. Sono oggi disponibili farmaci mirati su bersagli cellulari come il trastuzumab, che ha dimostrato, in combinazione con la chemioterapia tradizionale, di allungare la sopravvivenza nei pazienti HER2 positivi, che rappresentano circa il 20% di tutti i casi di questa neoplasia”. Rimane comunque il problema relativo alla carenza di informazioni sull’argomento. La metà degli intervistati ha dichiarato di non conoscere i test per verificare la presenza di un’eventuale tumore allo stomaco e più del 70% vorrebbe avere delle indicazioni su come prevenire la comparsa del cancro. Per questa ragione l’AIOM vorrebbe effettuare una campagna di comunicazione per sensibilizzare le persone su tali tematiche. L’idea è quella di collaborare con i medici di famiglia, per fornire ai pazienti preziose informazioni riguardo alla prevenzione e alla cura delle patologie tumorali. Il professor Pinto ha dichiarato che, per l’occasione, sarà realizzata una “guida per il cittadino, un sito internet in cui si potranno reperire informazioni rilevanti su questa neoplasia con un linguaggio semplice e diretto e un opuscolo che conterrà consigli utili anche su quali alimenti scegliere e come cucinarli”. (PRIMAPRESS)