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Abuso d’ufficio: si della Commissione Giustizia del Senato. Ricci (ALI): “Noi sindaci lo chiedevamo da 10 anni”

ROMA – Via l’abuso d’ufficio dal codice penale. Nel Codice resterà il vuoto dell’articolo 323. In commissione Giustizia al Senato, il primo voto è andato in direzione dell’eliminazione. A favore tutta la maggioranza e anche Italia viva con Ivan Scalfarotto. Contro, in modo compatto, le opposizioni, Pd, M5S, Avs. Anche la proposta del Pd che aveva chiesto di distinguere la responsabilità “politica” dei sindaci da quella dei tecnici.
A plaudire sulla decisione della Commissione è anche il presidente delle Autonomie Locali Italiane (ALI) e sindaco di Pesaro, Matteo Ricci: “Noi sindaci chiedevamo da dieci anni la revisione del reato di abuso d’ufficio. È un reato che nel 95% dei casi finisce in assoluzione o archiviazione e che un amministratore rischia di compiere esclusivamente votando o firmando un atto. Non funziona e ha rischiato finora di intasare un sistema giudiziario già storicamente troppo lento”: così Matteo Ricci, primo cittadino di Pesaro, coordinatore dei sindaci dem e presidente di ALI-Autonomie Locali Italiane, intervendo a “Zapping”, trasmissione in onda su Radiouno, a proposito del voto, avvenuto oggi in Parlamento, con il quale l’abuso d’ufficio si è reso non perseguibile. “Nel Partito Democratico c’è stata una grande discussione sul tema: noi sindaci, pur rispettando la posizione dei parlamentari dem, che hanno votato contro il provvedimento, non possiamo che considerare quella di oggi come una vittoria”, ha concluso Ricci.
Di segno contrario in Commissione il senatore Roberto Scarpinato (M5S): “È surreale e inquietante che si debba discutere di una proposta di legge che vuole abrogare il reato di abuso d’ufficio, ridimensionare il reato di traffico influenza, diminuire in modi obliqui e occulti i poteri di indagine della magistratura sui reati dei colletti bianchi, mentre nel Paese si va consolidando la consapevolezza che la politica è divenuta la cinghia di trasmissione di interessi di potentati economici, di grandi e piccole lobby affaristiche, di comitati di affari, di cricche. In un quadro di malaffare sempre più diffuso, il governo Meloni fa esattamente tutto ciò che serve per accellerare questo processo di decadimento dello Stato e per facilitare la predazione del denaro e delle risorse pubbliche da parte dei comitati di malaffare”.
Sul tema è intervenuto anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi intervistato nella trasmissione su Rai3 “Avanti Popolo”Solo 18 sentenze in primo grado su oltre 4mila rinvii a giudizio la dice lunga. Concentriamoci su altro”.

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