KABUL – L’ultimo volo di soldati americani ha lasciato Kabul come era stato deciso dal Pentagono e come la stessa autorità militare ha confermato anche se il Sottosegretario di Stato Usa ha parlato ancora di 200 americani rimasti sul territorio afghano e che dovranno essere evacuati. I talebani hanno festeggiato sparando con le mitragliatrici verso il cielo e hanno preso il pieno controllo dell’aeroporto. Si chiudono così 20 anni di guerra nel tentativo di esportare la democrazia dell’occidente con l’uso delle armi
Al Pentagono, il segretario alla Difesa Lloyd Austin e il generale Mark Milley hanno assistito agli ultimi 90 minuti della partenza militare in tempo reale da una sala operativa con il fiato sospeso mentre salivano a bordo dei C-17. Il pericolo di un attacco non era escluso.
La missiona americana, almeno simbolicamente, è chiusa.
Fuori dai cancelli dell’aeroporto di Kabul c’è ancora chi sventola un permesso rilasciato da un paese straniero ma è troppo tardi.
Ora è tempo di capire come gestire la sicurezza di quanti sono rimasti prima che l’oscurantismo talebano faccia ripiombare il paese in ogni divieto delle donne di andare a scuola e partecipare alla vita dell’Afghanistan tornato in mano ai talebani. Le sfide del futuro prossimo, chiamano in causa la Cina e la Russia, l’Europa e l’Onu e un nuova America che non intende più esportare democrazia con le armi.
L’esultanza dei talebani si fa sentire: “Congratulazioni all’Afghanistan, questa vittoria appartiene a tutti noi”. Così il più importante portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, parlando dalla pista dell’aeroporto di Kabul,dopo la partenza delle truppe Usa.”Nessuno userà l’Afghanistan per attaccare altri Paesi e distruggere la pace”. “Vogliamo avere buoni rapporti con gli Usa e col mondo intero. Accogliamo con favore buone relazioni diplomatiche con tutti”, ha detto. La sconfitta degli Stati Uniti è una “grande lezione per gli altri invasori”.
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