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Agricoltura: l’emersione del sommerso della Bellanova rischia di affondare il governo

ROMA – La sorta di out-out dichiarato dalla ministra per le politiche agricole, Teresa Bellanova sulla questione della regolarizzazione dei migranti rischia di innescare uno scontro all’interno della maggioranza senza contare, invece, le reazioni dell’opposizione. A dire un secco no all’ipotesi di regolarizzazione arriva immediatamente da Vito Crimi (M5S) e neanche a dirlo da Matteo Salvini (Lega).
Lo scontro, come purtroppo accade da troppo tempo, è solo di contrappesi politici conditi da ideologie che ormai nulla hanno a che fare con la realtà della trasformazione delle società sempre più condizionate dalle migrazioni sopratutto di carattere economico.  
“Tra le persone – ha spiegato Bellanova – c’è diffidenza perché per anni si è fatta passare l’idea che i diversi sono i nemici e che gli immigrati vengono qui a toglierci il lavoro. Sono invece fondamentali per portare avanti alcune attività, non solo in agricoltura dove rischiamo sperperi enormi per la mancata raccolta, ma anche le badanti che assistono tante persone anziane”. “Puntiamo – ha proseguito la ministra – a concedere un permesso di soggiorno temporaneo per sei mesi, rinnovabile per altri sei, per le aziende e le famiglie che vogliono regolarizzare. Ci sarà anche un contributo per lo Stato, anche se non bisogna esagerare: si tratta di persone sfruttate per tre euro l’ora facendo concorrenza sleale alle imprese che rispettano le regole”. 
Ma pur riconoscendo le buone intenzioni della ministra che fa capo al partito di Matteo Renzi, si avverte ancora una volta l’assenza di un progetto più ampio e più compiuto. La regolarizzazione deve avere regole precise che iniziano da luoghi d’accoglienza a misura d’uomo e corsi specifici di integrazione sociale e sanitaria come già affrontato in altri paesi del Nord Europa.
Le stime presunte della consistenza di migranti in Italia sfiora le 600 mila persone interessate da un provvedimento di emersione dal lavoro nero. 
L’emersione del “nero” è una priorità anche del ministro dell’interno Lamorgese:
“Stiamo lavorando e spero che nelle prossime ore si riesca ad arrivare ad un testo definito” ma Crimi avverte, no a permessi soggiorno temporanei. Ma se la discussione si spostasse su un progetto più strutturato chiamando in causa anche Ministro della Salute, gli affari Regionali e Politiche per il Sud si potrebbe disegnare qualcosa che riservi un futuro sostenibile.  

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