BRUXELLES – Il 27 febbraio scorso il Parlamento europeo aveva approvato la Nature Restoration Law (NRL) una legge che prevede il ripristino del 20% degli ecosistemi marini e terrestri degradati, entro il 2030. Un’approvazione con diversi voti contrari e astenuti ma che oggi sembrano pesare sulla definitiva approvazione anche del Consiglio Europeo dove si sarebbe dovuto votare questa mattina ma la sessione è stata rinviata a data non ancora fissata.
Nei giorni scorsi il Wwf aveva lanciato una petizione sottoscritta anche da 147 studiosi e naturalisti per “assicurare il futuro della natura”.
Questa normativa, discussa a lungo e concordata solo con parte dei governi dell’UE, oggi sembra messa in pericolo da qualche nuova contrarietà come quella dichiarata dall’Ungheria.
Nonostante l’ampio sostegno dei cittadini e l’approvazione a maggioranza del Parlamento europeo, la NRL come scrive in un comunicato il Wwf “è tenuta in ostaggio da manovre politiche dell’ultimo minuto”. All’inaspettata giravolta dell’Ungheria, si sono associati i voti contrari e le astensioni di Italia, Svezia, Polonia, Finlandia, Paesi Bassi, Belgio e Austria e bisognerà capire le motivazioni che hanno determinato questo dietrofront.
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