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Amendola (Politiche Europee) a Berlino per la mediazione tedesca con i “frugali” sul Recovery Fund

ROMA – Mentre in Italia si discute ancora sul Mes e su come dovrà essere il piano del Recovery Fund con le raccomandazioni persino della Guardia di Finanza a stare attenti ad eventuali infiltrazioni criminali, il ministro delle Politiche Europee, Enzo Amendola, non abituato, solitamente, ad esternazioni, lascia trasparire in una intervista una certa preoccupazione per i probabili veti incrociati a Bruxelles da parte dei cosiddetti paesi “frugali” e quelli di Visegrad sul tema dello Stato di Diritto, cioè la limitazione del potere di uno Stato, in questo caso l’Italia, con norme di carattere generale indicate dall’Europa. Una preoccupazione legittima quella di Amendola che oggi a Berlino incontra il collega Michael Roth e altri esponenti del governo tedesco. La questione è che l’Italia è preoccupata per l’autunno “caldo” che l’attende sia per la questione lavoro, con troppe vertenze aperte e con i casi di ritorno della pandemia nella scuola, e pertanto vorrebbe gli accordi di luglio a Bruxelles potessero avere una accelerata senza aspettare il 2021. Ma i “frugali” non la pensano allo stesso modo e rimarcano la questione dello Stato di Diritto. Un’impasse che dovrebbe spingere anche il M5S a rivedere la sua posizione sul Mes per accedere, come ha chiarito anche ieri il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, al piano di meccanismo europeo che se ben speso è una risorsa per l’Italia.  
Anche la cancelliera Merkel si era già pronunciata sull’opportunità dell’Italia di accedere al Mes per due motivi: uno dare un segnale ai paesi del nord-europa che l’accesso al fondo del meccanismo europeo, con relativa restituzione a basso tasso del prestito, chiarirebbe la voglia dell’Italia a fare sul serio e l’altra perché potrebbe già disporre di soldi relativamente presto.
Nell’incontro di oggi di Amendola in Germania, questo sarà l’argomento principe in cui si chiederà una mediazione teutonica forte della sua presidenza tedesca in UE, ma inevitabilmente rispunterà la domanda: “Warum nicht die Mes”.

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