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Referendum abrogativo Unioni Civili, l’indignazione delle associazioni

Referendum abrogativo sulle Unioni Civili: l’indignazione delle Associazioni Lgbti al comitato oppositore che, costituito da diversi parlamentari dei gruppi del centrodestra (Lega, Fi, Ncd, Idea) è arrivato in Cassazione per presentare la documentazione per la raccolta firme per il referendum abrogativo della legge sulle unioni civili. Obiettivo del comitato è raggiungere le 500mila firme necessarie per indire il referendum. Una delegazione composta dalla presidente del comitato Eugenia Roccella e dai parlamentari Gaetano Quagliariello e Carlo Giovanardi di Idea, Maurizio Gasparri, Lucio Malan e Antonio Palmieri di Forza Italia, Gian Marco Centinaio, Nicola Molteni e Roberto Simonetti della Lega, Benedetto Fucci e Lucio Tarquinio dei Conservatori e Riformisti, Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia, Maurizio Sacconi, Roberto Formigoni e Alessandro Pagano di Area Popolare si è recata, infatti presso il Palazzo della Corte di Cassazione per depositare il quesito referendario.

L’azione oppositrice di questi politici non preoccupa minimamente la senatrice Monica Cirinnà che ha replicato: “Se pure si dovesse arrivare al voto referendario, non passerà l’abrogazione”.

“Il referendum presentato dalle frange più conservatrici del mondo politico – afferma duramente il presidente nazionale Mario Marco Canale dell’Associazione ANDDOS – è l’ultimo colpo di coda di una serie di personaggi in piena crisi di visibilità e ragione sociale. Riteniamo che anche i credenti, quella maggioranza silenziosa dei cattolici che male ha sopportato la triviale discussione piena di insulti e nefandezze sulle unioni civili in Parlamento, saranno tra i primi a bocciare questa iniziativa. Persino la CEI di Bagnasco si è dichiarata contraria a questa iniziativa e noi stessi di Anddos, che tra i nostri 180.000 soci e socie annoveriamo diverse sensibilità culturali e religiose, sappiamo con certezza che in questa occasione determinati valori vengono utilizzati in maniera strumentale per far leva su ignoranza, paure e pregiudizi. Ciò che non va sottovalutato, invece, è la portata culturale di questo referendum, che darà luogo, purtroppo ad un’ondata di omofobia e di odio capillare in tutto il territorio. Il nostro pensiero e la nostra azione dovrà essere rivolta a tutte quelle persone, giovani, giovanissimi, adulti e anziani, che nelle scuole, in tv, nei bar e in tanti altri spazi subiranno nel silenzio le falsità e le volgarità a cui siamo purtroppo abituati. E’ da lì che bisogna iniziare a reagire”.

“Secondo questi esponenti politici – commenta l’avvocato Antonio Bubici – il ddl Cirinnà minaccerebbe i diritti degli eterosessuali e della famiglia tradizionale, in realtà non fanno altro invece che continuare a minare la libertà della comunità Lgbti disconoscendo così uguaglianza sociale e pari diritti a tutti”.

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