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Aree di crisi industriale non complessa, Cgil, Cisl e Uil: «acceleriamo  tempi  e progetti»

NAPOLI – Tempi e progetti rapidi, risorse ben canalizzate e non offerte alla speculazione per una reindustrializzazione delle aree di crisi e una nuova occupazione che preveda l’inclusione di coloro che sono fuori dai processi di produzione. Queste le richieste che Cgil Cisl  Uil Campania hanno avanzato nel corso dell’incontro con l’ assessore regionale Amedeo Lepore,  già oggetto della Delibera sulle aree di crisi industriale non complessa approvato dalla giunta regionale ai primi di novembre.
“E’ sicuramente un passo in avanti della Regione che ha recuperato i ritardi di questi anni,  perché l’obiettivo  è quello di investire creando sviluppo e occupazione nella nostra regione e,  in particolare, nelle aree di crisi individuate – hanno affermato i sindacalisti Amendola (Cgil),    Di Maio  (Cisl), e Sgambati (Uil).  Infatti, le aziende che utilizzeranno queste risorse nel rilanciare nuove attività sui nostri territori dovranno attingere anche dal bacino di quei lavoratori espulsi dal processo di produzione.  Adesso , continuano i sindacalisti,  dobbiamo accelerare i tempi per concretizzare quanto scritto nella delibera. Le risorse sono già disponibili – circa 180 milioni in due tranche , la prima nel 2017, l’altra l’anno successivo. I progetti, invece,  dipendono dalla volontà politica e quindi dalla capacità che la Regione  avrà nel sollecitare  gli imprenditori  ad investire nel nostro territorio. Parliamo di aziende  campane,  nazionali e le multinazionali che, negli ultimi anni,  stanno abbandonando  i nostri territori.  Bisogna continuare sulla  strada della concertazione,  soprattutto per quel che concerne il dialogo con le istituzioni locali che saranno destinatarie dei progetti” .
Se da un lato ci sono le risorse per la reindustrializzazione delle cosiddette aree di crisi non complessa, dall’altro CGIL CISL UIL lanciano di nuovo l’allarme “ammortizzatori sociali”.   “Chiediamo per il 2017 un nuovo provvedimento che accompagni il processo di reindustrializzazione  attraverso politiche attive del lavoro con l’indispensabile sostegno al reddito.  Si  tratta di i migliaia di lavoratori – “una vera e propria  bomba ad orologeria”.
In tale direzione, CGIL CISL UIL, nel caso in cui non si dovessero avere risposte adeguate e tempestive, non escludono la mobilitazione col sostegno delle confederazioni nazionali.

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