ROMA – Dopo il caso di Uefa 2020 e dell’arresto cardiaco accusato dal calciatore della nazionale danese Christian Eriksen, è salita l’attenzione verso l’immediato soccorso con il massaggio cardiaco e poi dell’uso essenziale del defibrillatore. “Queste due manovre hanno salvato l’atleta intervenendo nei primi 5 minuti dall’insorgenza dell’arresto cardiaco “ ha spiegato più volte il presidente del Sis 118 Mario Malzanelli. E medici sportivi e cardiologi hanno commentato che non si tratta di episodi rari ma tra gli atleti succede migliaia di volte. Fatti possibili e ripetibili, dunque, ma non sempre c’è a portata di mano un defibrillatore. “Sulla spinta di richieste sempre più pressanti anche da parte di federazioni sportive – anticipa Balzanelli – il Sis 118 sta lavorando con una serie di partners tecnologici della Urban Air Mobility Verticale ma anche con ricercatori del CNR e start up dell’Università di Modena per affidare al trasporto dei droni un sistema di soccorso di emergenza con defibrillatore e rilevatore di funzioni vitali contenuti nei pesi e con batterie di nuova generazione che non interferiscono nel radiosegnale di volo da remoto. Proprio in questi giorni, il Coni Campania – ha detto ancora Balzanelli – ha aderito al progetto SEAM (Sanitary Emergency Air Mobility) per la sperimentazione del progetto. E per questo ringrazio il presidente regionale Sergio Roncelli per aver creduto in questa rivoluzione gestionale del sistema di cura tempo-dipendente per la gestione dell’arresto cardiaco”.
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