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Cagliari, Rubiu (Ap), mozione sulla crisi delle industrie

CAGLIARI – Un collasso senza fine, con la chiusura delle industrie che si incrocia alle storie drammatiche dei senza lavoro. E’ la fotografia della Sardegna, che da nord a sud deve fronteggiare un declino inarrestabile che ha prodotto lo smantellamento delle fabbriche e l’epilogo delle attività estrattive nel Sulcis Iglesiente. La preoccupazione è stata rimarcata con una mozione dal capogruppo regionale di Area Popolare Gianluigi Rubiu che ha messo l’accento sulla crisi delle industrie nell’Isola. L’elenco delle aziende in difficoltà è lunghissimo: “Ci ritroviamo quasi intrappolati in un enorme incubo, stretti in una morsa fra la rabbia per la situazione odierna e la paura per la mancanza di futuro. La crisi economica ha infatti mostrato i suoi effetti peggiori proprio sul nostro territorio, con diverse aree che sono diventate ormai dei cimiteri industriali – evidenzia Rubiu – Secondo gli ultimi dati delle associazioni di categoria, la Sardegna avrebbe perso, dall’inizio della crisi, 5.305 aziende. Solo nell’ultimo anno il saldo negativo registra la cessazione di 1.088 imprese, che corrisponde a 1.5854 iscrizioni contro 2.672 cancellazioni. Una situazione pesantissima”. Tantissime le promesse, poi tradite, per il rilancio dei giganti industriali. “E’ un vero e proprio dramma sociale, che ha causato la perdita di migliaia di posti di lavoro – aggiunge il capogruppo in consiglio regionale di Area Popolare – Da Porto Torres al Sulcis sino a Villacidro e Ottana si assiste ormai ad uno scenario di devastazione industriale, con fabbriche deserte e tanta cassa integrazione. Si presume ci siano i presupposti perché molte filiere possono essere rilanciate. Buona parte della storia dell’industria sarda si rispecchia in quella del settore estrattivo e successivamente in quella della chimica e della metallurgia. Il Sulcis Iglesiente subisce ancora oggi i contraccolpi di una crisi che appare senza via d’uscita, a cominciare dal polo dell’alluminio”. Un’Isola smontata, pezzo dopo pezzo, senza che si trovi una speranza per il futuro dei senza lavoro. “Per questo occorre una vertenza con lo Stato – conclude Rubiu – La Regione deve diventare protagonista di una riscossa perché si possa avere un cambio di marcia dei settori produttivi della nostra economia. Solo così si riuscirà a recuperare la competitività ed a ridare ottimismo ai giovani in cerca di occupazione”.

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