CAGLIARI – Un accordo che rischia di trasformarsi nell’ennesima farsa, una volta conclusa la girandola del referendum. Sotto accusa l’intesa sulle progressioni salariali della Asl del Sulcis Iglesiente, che appare risolvere la questione annosa delle fasce retributive. Il capogruppo regionale dell’Udc Gianluigi Rubiu, che ha auspicato da tempo degli interventi a favore dei dipendenti del distretto sanitario attraverso una mozione, non nasconde la perplessità sul documento. “Passato l’entusiasmo iniziale per un preaccordo che smuove una situazione paralizzata da ormai parecchi mesi – evidenzia – ora è necessario procedere dalle parole ai fatti, cioè ai provvedimenti attuativi per mettere in pratica l’intesa”. La preoccupazione è chiara: “E’ infatti probabile che i lavoratori della Asl siano stati utilizzati come uno strumento per il voto del referendum – attacca Rubiu – In realtà la vertenza richiede una discussione immediata in aula. Una questione che parte da lontano, mediante un accordo del 2005 per la progressione di fascia retributiva ad una platea più estesa di lavoratori del comparto (oltre mille dipendenti distribuiti nelle strutture sanitarie), con un irrobustimento ulteriore del fondo per il finanziamento delle fasce. Poi una serie di intoppi che obbligano i dipendenti ad una decurtazione degli emolumenti dalla busta paga”. Nella finanziaria 2015 un emendamento per garantire i vantaggi economici. “Peccato che il provvedimento non sia stato mai attuato, con il blocco delle progressioni economiche maturate grazie all’esperienza professionale – conclude Rubiu – Non vorremmo che questo accordo diventasse l’ennesima promessa tradita ai dipendenti, con l’unico obiettivo di raccogliere consensi per la tornata referendaria”.
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