CAGLIARI – Una farsa. L’ennesima beffa che si consuma ai danni degli agricoltori sardi. Un nuovo imprevisto che si materializza sui piani di sviluppo rurale, con finanziamenti comunitari per il mondo delle campagne che potrebbero dare una boccata d’ossigeno al settore. A denunciare l’inatteso caso è il capogruppo regionale Udc Gianluigi Rubiu, che ha presentato un’interpellanza urgente all’assessore all’agricoltura. “Si sta utilizzando il piano di sviluppo rurale come se fosse la panacea di tutti i mali. E’ anche vero che le risorse economiche messe a disposizione per il comparto sono cospicue, peccato che ad oggi lo strumento risulti completamente inattuabile – spiega l’esponente centrista, che rimarca il disagio dei tecnici preposti a predisporre i progetti – Infatti gli agronomi contestano l’inutilità dell’apertura del bando, in quanto risulta di fatto impossibile utilizzare il Sistema nazionale Sian, ovvero lo strumento informatico attraverso cui deve trovare applicazione il programma di sviluppo rurale”. Un disservizio che rende impossibile la presentazione delle domande. “Si tenga conto – continua Rubiu – che probabilmente gli applicativi, mediante i programmi informatici, saranno disponibili per metà dicembre, mentre l’apertura dei bandi è fissata per gli inizi di novembre”. Il rischio è quindi di alimentare false speranze, senza che ci siano delle ricadute economiche immediate sulle aziende. “Proprio così – prosegue Rubiu – Gli agricoltori ed i professionisti incaricati per la redazione dei progetti (inclusi i geometri) non possono più tollerare rinvii, ritardi e inapplicabilità dei bandi. E’ l’ennesimo segnale della confusione totale dell’assessorato all’agricoltura”. Il rappresentante dell’Udc sollecita un confronto in commissione attività produttive con l’assessore Falchi: “Perché il comparto dell’agricoltura ha necessità di risposte urgenti ed immediate, vista la grave crisi economica che imperversa sulle campagne con la fuga dei giovani dalla terra – conclude Rubiu – L’agricoltura ed i giovani che operano nel comparto non possono certo essere degli ostaggi della politica e del malfunzionamento della macchina amministrativa regionale. Si trovino quindi soluzioni immediate per sbloccare i bandi e rendere possibile il reperimento di risorse fondamentali per il rilancio del settore rurale”.
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