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Politiche irrituali: dalla lista dei ministri del M5S all’uomo di Bruxelles che dice si in fotofinish

ROMA – Una campagna elettorale con pochi contenuti, molto scontro verbale tra i leader dei vari partiti e qualche colpo di spettacolo che è servito a mascherare proprio l’assenza di programmi politici tesi a determinare gli asset che nel medio e lungo periodo dovrebbero dare energia ad un paese che arranca.
Il M5S con Di Maio presenta in anticipo una lista di ministri e la manda al Colle ma il presidente Mattarella non apre giustamente la mail irrituale; Berlusconi gioca per settimane con il nome del premier per tenere alta l’attenzione dei media ed infine, a due giorni dal voto, conferma che l’uomo di Bruxelles, Antonio Tafani ha detto si. Dunque il presidente dell’Europarlamento scioglie la riserva e si candida a premier per il centrodestra. “Ringrazio Berlusconi per la stima ho dato a lui la disponibilità a servire l’Italia. Ora ogni ulteriore decisione spetta ai cittadini e al presidente della Repubblica”, scrive Antonio Tajani su Twitter a proposito della sua candidatura a presidente del Consiglio. Dichiarazione che intende rimarcare che loro di Pdl non avrebbero mai fatto l’ingenuità di inviare i nomi di chiunque al Presidente della Repubblica prima ancora dell’esito delle urne.

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