ROMA – Daniela Santanchè, la ministra del Turismo che oggi aveva assicurato in audizione nell’Aula del Senato di non essere indagata mostrando il certificato dei carichi pendenti, nelle ultime ore di ieri sera ha dovuto ammettere di sapere di essere indagata avendolo scoperto dai giornali. Ma che cosa è accaduto. In realtà la ministra non avrebbe mentito oggi in aula tranne che il suo documento mostrato era stato richiesto quando gli atti erano ancora secretati. In sostanza i suoi legali avevano chiesto alla Procura il certificato di eventuali procedure a suo carico prima della desecretazione degli atti. La notizia data ieri mattina dal quotidiano il Domani, ciò con molte ore di anticipo sull’audizione della Santanchè, lascia il dubbio del perchè i legali della ministra non abbiano rinnovato la richiesta una volta che era stata fissata l’audizione in Senato.
Sta di fatto che Santanchè ha l’iscrizione sul registro degli indagati. Come sia stato possibile la nota prova a spiegarlo con una nota diffusa dal suo ministero: «Dai comunicati risulterebbe che tale informazione sarebbe stata resa disponibile ai mezzi di informazione, a seguito della de-secretazione del relativo fascicolo, de-secretazione avvenuta trascorso il periodo di legge di tre mesi dall’inizio delle indagini».
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