ROMA – I danni alle infrastrutture dovuti ai cambiamenti climatici sono stimati in 2 mld l’anno fino al 2030, poi salgono a 5. Lo studio “Cambiamenti climatici, infrastrutture e mobilità”, presentato da una commissione di esperti del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile (MIMS) è un allarme che riguarda infrastrutture, invasi di bacini, ponti di attraversamento, gallerie, arterie stradali di lunga percorrenza e muri di contenimento di costoni in zone costiere. “Uno sviluppo sostenibile non è più rinviabile, così come un forte investimento per rendere resilienti al cambiamento climatico le infrastrutture e i sistemi di mobilità”, dice il ministro Giovannini, che suggerisce in una intervista ai media di modificare il Patto di Stabilità. In realtà l’allarme lanciato dal MIMS, secondo geologi e associazioni di categoria delle professioni ingegneristiche suona come una sorpresa perchè doveva essere una delle priorità del PIano di riesilienza (PNRR). Un ritardo inspiegabile di programmazione.
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