BRUXELLES – La prima giornata del Consiglio Europeo ha dovuto mettere da parte, per il momento inclusività e migranti per affrontare la spinosa questione del rincaro dell’energia ma anche lo scontro in atto fra Bruxelles e Polonia sullo stato di diritto. Sono i due temi più caldi sul tavolo della prima giornata del Consiglio europeo riunito a Bruxelles anche domani 22 ottobre. Il dibattito dei leader, si è concentrato sugli effetti della sentenza della Corte costituzionale di Varsavia sulla supremazia del diritto nazionale rispetto a quello europeo. Argomento al momento rimasto senza un cambio delle posizioni. Poi il confronto si è spostato sulla crisi energetica e le misure di contenimento che dovrebbero essere approntate da Bruxelles. Il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, avrebbe incalzato i 27 a «fare presto» e definire una linea d’azione chiara per evitare ripercussioni drammatiche su cittadini e industria.
Dura la posizione del premier ungherese, Viktor Orban, che si è scagliato contro il pacchetto per la transizione verde proposto dalla Commissione Ue, Fitx55, come rende noto il portavoce del governo di Budapest, Zoltan Kovacs, su Twitter. Secondo quanto si legge, Orban ha affermato che il vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, col pacchetto Fitx55, sta “distruggendo” la classe media in Europa Quanti aumentano i prezzi del gas e dell’elettricità “oltre il tetto” – è stato affermato – minacciano la democrazia europea. Questi piani devono essere ritirati e ripensati
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