ROMA – “La situazione è molto grave, servono risposte da Ue, governo, Stellantis e aziende della componentistica”, è questo quanto si legge nel documento sottoscritto dai sindacati e con cui hanno annunciato lo sciopero del 18 ottobre per i lavoratori di Stellantis. La crisi profonda nella quale è sprofondato il settore dell’automotive, con in testa l’ex Fiat, ha spinto Fim, Fiom e Uilm ad organizzare una manifestazione che si terrà a Roma coinvolgendo le tute blu.
Sindacati compatti? Niente affatto perchè I segretari generali di Aqcfr, Fismic Confsal e Uglm, Giovanni Serra, Roberto Di Maulo e Antonio Spera, attraverso un comunicato congiunto, hanno espresso forte contrarietà nei confronti dell’iniziativa di Fim, Fiom e Uilm.
Ma quali sono le richieste che arriveranno a Palazzo Chigi? Proteggere i lavoratori, specialmente quelli della componentistica, eliminando la tassa del 20% sugli ammortizzatori sociali e sostenendo l’aumento della produzione nazionale, con l’obiettivo di raggiungere 1 milione di veicoli all’anno. “Chiediamo inoltre, che Stellantis acceleri gli investimenti sugli stabilimenti di Mirafiori, Melfi e Cassino e produca nuovi modelli anche in versione ibrida” si legge ancora nel comunicato.
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