ROMA – Metti due etoile internazionali, due danzatori ammirati in tutto il mondo. Uno piemontese, Roberto Bolle, l’altro napoletano, Giuseppe Picone. Due pezzi da novanta della danza mondiale. Entrambi amati e stimati. Si sa, due numeri uno non possono essere mai amici, tanto più in un ambiente dove il protagonismo è il principio fondamentale. Ma la polemica apparsa sui social tra i due, per la verità la risposta di Picone ad un’intervista di Bolle, travalica il becero protagonismo tra artisti, perchè invece coinvolge interi corpi di ballo di enti lirici italiani, alcuni dei quali assai noti, ma da sempre promozionati anche dalla politica (vedi quelli di Milano e Roma), altri al contrario messi in difficoltà proprio dalla politica (Napoli) e che con enormi sforzi provano ad emergere in un contesto molto complicato. Tutto parte da un’intervista che Roberto Bolle rilascia ad Anna Bandettini su “Robinson”, l’inserto culturale di Repubblica. «Bolle – scrive Bandettini – ha deciso di usare la propria influenza per lanciare l’allarme: In Italia la danza è ignorata e maltrattata». Ed alla domanda a cosa si riferisca, l’etoile risponde: «Alla progressiva e ormai continua chiusura dei corpi di ballo nelle fondazioni liriche. È scandaloso. Scandaloso che a Firenze, al Maggio, e all’Arena di Verona abbiano chiuso compagnie storiche dove ho ballato anche io, che hanno una grande tradizione e hanno fatto la tradizione del balletto classico in Italia. Non c’è nessun impegno per tenere in vita queste realtà, ma così facendo da noi si uccide la danza». Quindi Anna Bandettini chiede a Bolle: «Due fondazioni che chiudono col balletto non è però ancora allarme rosso, o no?». E lui risponde: «Non sono due. È che oggi solo Milano e Roma, la Scala e l’Opera, possono dire di avere delle compagnie vere: Bologna, Venezia, Torino sono state chiuse da tanti anni, mentre Palermo e Napoli si stanno progressivamente impoverendo riducendo gli organici». Giuseppe Picone, oggi direttore del Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo di Napoli, legge l’articolo ed in particolare l’affermazione di Bolle sull’impoverimento della compagnia di Napoli ed anche che le uniche vere sono quelle di Milano e Roma, e sul proprio profilo Facebook ribatte piccato: «Bolle afferma che solo Milano e Roma, cioè la Scala e l’Opera, possono dire di avere delle compagnie vere…Caro Roberto, ti invito a venire a Napoli il prima possibile per vedere uno spettacolo con il Corpo di Ballo del Teatro San Carlo e così ti renderai conto che anche Napoli ha una compagnia VERA , con dei ballerini veri e talentuosi. T’informo che negli ultimi 3 mesi siamo stati in tournée a Singapore e Granada, riscuotendo un grandissimo successo di pubblico e critica. Ad maiora…». In verità da oltre un anno la compagnia di Ballo del San Carlo ha macinato lavoro e soprattutto ottenuto consensi in lungo e largo. Non a caso la nuova stagione presentata lo scorso 1° luglio e firmata dal direttore Giuseppe Picone è apparsa tra le più interessanti degli ultimi anni e non ci si limita come accadeva spesso e volentieri a riproporre gli allestimenti proprio di altri enti lirici. Leggere per credere. Si comincia in autunno con una nuova crezione che ricorda l’arrivo di Stravinskij e i Ballets Russes a Napoli nel 1917: cent’ann dopo torna in scena Pulcinella che il musicista musicò usando brani di Pergolesi rieditati. Le coreografie dell’originale erano di Léonid Massine, ancora da annunciare quelle dell’autore della nuova edizione. Vadim Muntagirov sarà la stella ospite dello Schiaccianoci dal 23 dicembre per sette repliche, nella versione di Giuseppe Picone; mentre Giselle vede un cast tutto partneopeo, con Picone e Staiano nel ruolo di Albrecht e S’Antonio e Amirante in quello della protagonista (dal 24 marzo). Nuova creazione tra teatro e danza al Bellini. Si tratta di L’Ultimo Decameron, nella drammaturgia di Stefano Massini, le musiche originali di Enzo Avitabile, la regia di Gabriele Russo e la coreografia del danzatore del San Carlo Edmondo Tucci. In programma dal 10 aprile. Ancora una Dame aux Camélias, ma nella lettura dell’inglese Derek Deane su musica originale di Carl Davis va in scena dal 15 settembre. Anche qui spiccano due ospiti come l’eccellente Guillaume Coté del National Ballet of Canada e Jurgita Dronina. Infine nell’ambito del Napoli Opera Festival nel luglio 2018 un nuovo omaggio ad una leggenda della danza mondiale. Dopo Carla Fracci quest’anno tributo al sommo Vladimir Vassiliev molto legato al San Carlo di Napoli e a Picone, che ha tenuto artisticamente a battesimo in Nijinsky Memorie di giovinezza.
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