ROMA – A qualche ora di distanza dal voto nell’Aula della Camera per il Decreto Liquidità, il capogruppo Commissione Bicamerale per le Questione Regionali, Roberto Pella lancia l’allarme per un testo che arriva blindato ma che al contrario dovrebbe portare una serie di modifiche sostanziali per la sopravvivenza dei Comuni. “L’ipotesi sulle minori entrate proprie dei Comuni – scrive Pella – va da un rischio basso, ormai già superato, di minor gettito per 3,7 miliardi a un rischio medio di 5,6 e alto di 8,1 miliardi, sulla base delle stime elaborate da IFEL, che é l’Istituto che si occupa di Finanza Locale. Già prima del COVID i Comuni si stavano riprendendo da anni di Finanziarie fatte di lacrime e sangue, in cui avevano tagliato tutto ciò che si poteva tagliare, garantendo al contempo il debito centrale con gli avanzi propri, risorse che di fatto ancora non sono state restituite. I Comuni in situazioni di predissesto e dissesto erano quasi 400; a causa del Coronavirus, oggi c’è un altro elenco di almeno 400 Comuni in tensione finanziaria, città che – pur virtuose – avranno un mancato gettito enorme dalla carenza di turismo, specie balneare, cultura e relativo indotto che ne minerà il funzionamento”.
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