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Decreto Salva Casa: entro il 28 al voto di Camera e Senato. Polemiche per i cambi di destinazione d’uso

ROMA – Dopo il parere delle Commissioni alla Camera sul testo predisposto dall’VIII Commissione, la discussione d’aula sarà una mera formalità e il disegno di legge di conversione del (Decreto Salva Casa sarà approvato con voto di fiducia prima di passare all’esame del Senato per lo stesso iter. La deadline è il 28;luglio e bisognerà correre per essere nei tempi. Intanto però non si placano le polemiche per il pericolo che le maglie larghe del decreto oltre ai piccoli abusi che verranno sanati produrrà una serie di cambiamenti nelle destinazioni d’uso consentendo che locali di 20 metri quadri nel centro storico diventeranno case vacanze andando a creare maggiori fragilità per i servizi fognari ed idrici oltre ad una perdita di identità della città sloggiando le piccole botteghe artigiane per far posto a B&B che solo a Roma hanno superato qualsiasi rapporto di equilibrio tra strutture residenziali e turistiche. Su questa posizione è l’ex sindaca di Roma, Virginia Raggi mentre di tutt’altra opinione la Fiaip, una delle organizzazioni che ha partecipato ai tavoli ministeriali per mettere a punto il decreto. Rivendicano tra i vantaggi del decreto proprio i cambi di destinazione d’uso tra categorie omogenee (esempio da uffici ad abitazioni) i quali saranno sempre ammessi, sia “con” che senza opere (la prima versione del testo parlava, invece, solo di cambiamenti senza opere), così come l’emendamento che recepisce la necessità di ridurre, ai fini dell’abitabilità, i parametri, sia in riferimento all’altezza che alla superficie minima degli ambienti (in riferimento a cantine/tavernette e soffitte/mansarda somo entrambi stati proposti e sostenuti anche da altre organizzazioni sindacali (in particolare Ance e ordini professionali)».

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