BRUXELLES – Domani 3 maggio sarà celebrata la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa istituita dall’Onu. In una nota diffusa oggi dal Consiglio Europeo si sottolinea il ruolo più che mai è essenziale “che gli organi di informazione siano liberi e indipendenti”. Ma, di atto, la libertà di stampa continua ad essere minacciata. I giornalisti continuano a lavorare in condizioni molto difficili.
Secondo l’Osservatorio dell’UNESCO, dal 2020 ad oggi sono stati assassinati 76 giornalisti; molti di più, in tutto il mondo, hanno subito arresti, vessazioni o minacce. Preoccupa particolarmente la violenza di genere nei confronti delle giornaliste.
Nel corso dell’ultimo anno l’UE in diverse occasioni ha preso posizione contro le intimidazioni e vessazioni subite in diversi paesi da giornalisti indipendenti. L’UE, anche per tramite del suo rappresentante speciale per i diritti umani, ha continuato ad attivarsi a favore di giornalisti indipendenti perseguitati ed è intervenuta a sostegno di giornalisti e blogger sottoposti a detenzione.
L’UE si legge ancora nella nota del consiglio “è determinata a fare di più, in Europa e altrove; continuerà a coordinarsi con organizzazioni e meccanismi a livello internazionale e a sviluppare nuovi approcci, come ad esempio la proposta della Commissione europea per una legge sui servizi digitali, volta a responsabilizzare le principali piattaforme affinché rendano i loro sistemi più equi, sicuri e trasparenti. Continueremo anche ad agire per contrastare la disinformazione e a ricercare, assieme a tutti i partner, modalità efficaci per aiutare i media indipendenti a portare avanti modelli di business sostenibili”.
A Trento quest’oggi si è tenuta una manifestazione per dare voce alla stampa indipendente bielorrussa. Davanti a palazzo Geremia si è svolto un flash mob a ricordo dei 12 giornalisti bielorussi arrestati per avere documentato le manifestazioni antigovernative nel loro Paese e che hanno costretto alla fuga Svetlana Tikhanovskaya moglie del blogger e youtuber Sjarhej Cichanoŭski oppositore del leader Lukaschenko. Stampa imbavagliata anche ad Hong Kong con l’arresto da parte del governo cinese dell’editore di Apple Daily, Jmmy Lai. E ancora con le repressioni della stampa in Myanmar dopo il golpe che ha rovesciato il governo della leader San Suu Kyj.