ROMA – La misura della didattica a distanza al 75% per la scuola, introdotta con l’ultimo Dpcm, solleva ancora un volta una polemica: “Non si può imporre alle scuole una organizzazione oraria valida per tutti perché ogni istituto risponde al suo bacino di utenza. L’autonomia scolastica è in pieno vigore”. Lo ha detto il professor Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi commentando le nuove misure. La questione, come sollevata da più parti e che il Governo continua a varare provvedimenti ma senza il confronto con le parti sociali. Un’accusa che ormai arriva da ogni settore. Ieri i sindacati avevano chiesto un incontro con il presidente Conte che questa mattina li ha convocati per mercoledì 28 ottobre. Di mancanza di confronto hanno parlato i governatori delle Regioni e alcune hanno intenzione di ricorrere al Tar per le misure giudicate insostenibili. Dito puntato all’assenza di dialogo anche da parte di Confindustria che lamenta una mancanza di un piano organico che possa contribuire ad un’organizzazione più stabile degli interventi da assumere nelle aziende.
Ma tornando alle scuole Giannelli sottolinea che invece di fissare dei limiti “Occorre piuttosto intervenire su Asl e trasporti. Le scuole sono uno fra i luoghi più sicuri rispetto ad altri. Non c’è ragione di privare gli studenti della didattica in presenza. In questo modo a rischiare sono soprattutto i ragazzi degli istituti professionali, quelli che hanno bisogno dei laboratori. Invito a insistere, piuttosto, su trasporti e Asl che non riescono a tracciare bene i positivi”.
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