ROMA – Come stanno evolvendo le aree e le oasi naturali protette? Qual è il rapporto dell’uomo con questi polmoni di verde e con gli animali che le abitano? E che cosa accade quando la natura animale selvatica familiarizza con i contesti urbani come i cinghiali a passeggio tra le vie di Roma o dell’orso Juan Carrito, icona dell’Abruzzo morto perché investito da un auto? Dietro ciascuno di questi fenomeni ci sono le nuove sfide dell’ambientalismo contemporaneo che il presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri esplora insieme al giornalista Gianni Montesano nel volume appena pubblicato (Panino Edizioni) “Animali, Uomini e Parchi”.
Il Falco Pescatore, il Lupo, il Cinghiale e l’Orso diventano sensori di un ecosistema che sta mutando richiedendo un cambiamento organico anche al sistema dei parchi e agli aspetti normativi che regolano il settore. Un’accelerazione a questi cambiamenti è arrivata anche dai due anni di pandemia in cui la natura si è ripresa porzioni di spazi dell’uomo. Il volume evidenzia temi attualissimi sulla sicurezza delle comunità urbane di prossimità ad aree naturali e il ruolo del turismo sostenibile.
L’introduzione di “Animali, uomini e parchi” ha due firme: quella del biologo Luigi Botani e di Ermete Realacci di Symbola. Il volume presenta dati scientifici, fotografie raccolte sul campo e disegni esplicativi. Dall’analisi commentata dello stato dell’arte, la pubblicazione di Sammuri e Montesano chiude con una serie di proposte di Federparchi rivolta alle istituzioni e alle forze politiche per rendere più efficace l’azione delle aree naturali protette.
Il libro sarà presentato dagli autori il 6 maggio nell’ambito della manifestazione nazionale WeNature, organizzata dal Comune di Pesaro e dedicata alla sostenibilità ambientale e ai cambiamenti climatici.