CITTÀ DEL VATICANO – Nel giorno in cui si ricorda il cammino dei Re Magi venuti dall’Oriente a Betlemme, l’omelia di Papa Francesco ha ricordato come lo sguardo sia proteso verso “una stella che sorge”, verso Gesù che “viene a illuminare tutti i popoli e a rischiarare le notti dell’umanità”. Ed è scandita, innanzitutto, da una domanda che risuona nella basilica di San Pietro e nel cuore di ogni uomo: quale è il luogo in cui trovare il Signore? Seguendo gli insegnamenti dei Magi, spiega il Pontefice, possiamo vedere che “la fede non nasce dai nostri meriti o da ragionamenti teorici, ma è dono di Dio”. E possiamo anche comprendere che il primo “luogo” in cui incontrare il Signore è “l’inquietudine delle domande”.
Nei Magi all’inizio c’è questo: l’inquietudine di chi si interroga. Abitati da una struggente nostalgia di infinito, essi scrutano il cielo e si lasciano stupire dal fulgore di una stella, rappresentando così la tensione al trascendente che anima il cammino delle civiltà e l’incessante ricerca del nostro cuore. Quella stella, infatti, lascia nel loro cuore proprio una domanda: Dov’è colui che è nato? Così Papa Francesco prima dell’Angelus a Piazza San Pietro.
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