Categories: Economia

Gestione fondi europei, presentato un monitoraggio di Eurispes. Fara: “Strumento per imprese e istituzioni”

ROMA – Nel corso di un decennio (2014-2023), l’Italia ha ricevuto accrediti da parte dell’Unione Europea per un valore complessivo di circa 105 mld di € (il dato non tiene conto di 35 mld di euro ricevuti dall’Ue nel 2023 come tranche dell’anno del PNRR): il 45% per la gestione dei fondi strutturali (o anche fondi indiretti); il 55% per la gestione di altre tipologie di fondi (FEAD, YEI, FSI, IPA, FEAGA, ecc.).

L’analisi dei fondi europei (FESR, FSE+, FEARS, FEAGA, ecc.) nella ricerca “La gestione dei fondi europei in Italia: asset strategico per il volàno della nostra società”, realizzata dall’Eurispes con il coordinamento del Dott. Giovanni Candigliota, ha richiesto l’elaborazione di oltre 1 milione di dati provenienti da diverse fonti ufficiali, tra cui programmi operativi, indicatori finanziari, dati di spesa, rendicontazioni periodiche e statistiche socio-economiche ed è stata effettuata rispetto a vari livelli amministrativi (UE, nazionali, regionali). Tale analisi di integrazione, interpretazione, confronto e valutazione di dati eterogenei rispecchia la complessità nel valutare l’efficacia e l’impatto delle politiche di coesione e sviluppo rurale a livello nazionale ed europeo.

Spiega il Presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara: «Lo strumento che oggi mettiamo a disposizione degli studiosi, delle Istituzioni e del mondo delle imprese, rappresenta una finestra sull’andamento dell’utilizzo dei fondi strutturali; e lo è anche in chiave comparativa dal momento che permette un’analisi a livello europeo. Ci si è molto concentrati in questi ultimi anni sui fondi erogati nell’àmbito del Pnrr, relegando ad un ruolo marginale – soprattutto a livello comunicativo – i fondi strutturali dal cui impiego dipende l’effettiva capacità di avviare una fase di crescita e modernizzazione del nostro Paese. L’obiettivo dell’Eurispes, dunque, è quello di rendere questo monitoraggio uno strumento in divenire proseguendo nell’analisi e nella diffusione dei dati con una cadenza annuale».

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