ROMA – Si celebra oggi la 32ª Giornata Mondiale dell’Acqua con un Rapporto Unesco che fa il punto sul trend sempre più consolidato di una diffusa siccità sul pianeta terra. Un bene, sempre più minacciato dai cambiamenti climatici. L’Unesco sottolinea come la “crisi idrica” possa sfociare in guerre. Come rilevato dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, tra il 2000 e il 2023, sono stati ben 1.385 i conflitti che hanno visto la risorsa idrica come fattore scatenante o come arma contro le popolazioni.
Crescono anche le migrazioni forzate, tra le zone più interessate il Corno d’Africa ed in particolare la Somalia: nel 2023, secondo UNHCR, quasi 3 milioni di nuovi spostamenti forzati all’interno del Paese per la combinazione di siccità e inondazioni con situazioni di conflitto e insicurezza.
Tra 2002 e 2021 la siccità ha colpito oltre 1,4 mld di persone, e oggi 2,2 mld non hanno accesso all’acqua potabile.
L’obiettivo Onu di garantire a tutti questa risorsa entro il 2030 è lontano dall’essere raggiunto.Gli Stati dovrebbero aumentare la cooperazione internazionale e gli accordi transfrontalieri.
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