ROMA – Giovedì 25 novembre, il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgietti, sarà in audizione sul dossier Tim e l’ipotesi di acquisto del fondo Kkr. È lo stesso Giorgietti ad anticipare che “il ministero dell’Economia – prende atto dell’interesse per Tim manifestato da investitori istituzionali qualificati. L’interesse di questi investitori a fare investimenti in importanti aziende italiane è una notizia positiva per il Paese. Se questo dovesse concretizzarsi, sarà in primo luogo il mercato a valutare la solidità del progetto”.
“Il Governo – sottolinea il Mef – seguirà con attenzione gli sviluppi della manifestazione di interesse e valuterà attentamente, anche riguardo all’esercizio delle proprie prerogative, i progetti che interessino l’infrastruttura”. L’obiettivo del Governo “è assicurare che questi progetti siano compatibili con il rapido completamento della connessione con banda ultralarga, secondo quanto prefigurato nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con gli investimenti necessari nello sviluppo dell’infrastruttura, e con la salvaguardia e la crescita dell’occupazione”.
Ma la domanda che si pongono i partiti politici è capire se il Governo eserciterà o meno i poteri previsti dal golden power come ha osservato ieri la leader di Fratelli d’Italia. Giorgi Meloni, in una intervista alla trasmissione di Nicola Porro, Quarta Repubblica e sollecitando il Governo a riferire in Parlamento. Per Delrio (Pd) “il Governo deve essere un arbitro parziale cioè difendere i cittadini e il loro diritto alle opportunità che offre la rete”. Ma altra questione centrale è l’incognita occupazione tant’è che i sindacati hanno fatto sentire la loro voce circa i ritardi da parte del Governo per un confronto di visione. C’è poi il capitolo della protezione dei dati sensibili che in caso di cessione di asset a società straniere costituirebbe una falla nel sistema delle garanzie nazionali. De Petris (Leu) ritiene “fondamentale che il governo garantisca la protezione dei dati sensibili, che non possono finire in mani estere, ed eviti licenziamenti e spezzettamento dell’azienda”. Per M5s “la vicenda Tim è molto delicata. Alla luce di quanto accaduto nel fine settimana, il Governo deve venire a riferire in Parlamento. Difendere l’interesse nazionale in questa partita è una priorità, così come è necessario garantire i livelli occupazionali con il massimo sforzo”.
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