VARSAVIA – Il Parlamento polacco ha dato il via libera al piano per costruire un muro per impedire ai migranti di attraversare il confine. Un progetto che costerà circa 353 milioni di euro. I deputati hanno anche approvato un emendamento che legalizza la pratica dei respingimenti alla frontiera e consente di ignorare una richiesta di asilo formulata dopo l’attraversamento illegale della frontiera stessa. Le Ong hanno accusato l’esecutivo polacco di respingere i migranti come ritorsione per le sanzioni Ue contro Minsk. Il Consiglio Europeo, all’indomani dell’episodio del maggio scorso, che aveva visto il governo bielorusso imporre un atterraggio forzato al volo Ryanair in cui volava il giornalista dissidente Raman Pratasevich che poi arrestato avrebbe ritrattato alcune sue posizioni.
La Polonia è tra i 13 paesi che hanno firmato la lettera inviata all’Europa dove si chiedeva di alzare le barriere per contrastare l’ondata di immigrazioni clandestine. Di fatto, con la decisione presa in queste ore dal governo polacco, non si è attesa neanche la risposta dall’UE per passare direttamente al suo progetto di contrasto di migranti. Una situazione che apre una falla nella politica europea sulle migrazioni per la lentezza con cui i vertici di Bruxelles stanno rispondendo ad una questione da troppi anni rimasta irrisolta.
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