La fatturazione ogni quattro settimane permette alle società del mercato telefonico di “guadagnare” 2 o 3 giorni per ogni mese e dunque di emettere 13 fatture all’anno anziché 12, con un aumento medio annuo di spesa per i consumatori dell’8,6 %.
Una politica particolarmente scorretta, perché effettuata da quasi tutte le società presenti sul mercato che, oltre a pesare sulle tasche dei consumatori crea anche un problema relativo alla concorrenza, limitando sensibilmente all’utente le alternative di scelta dell’operatore telefonico.
Prova della inapplicabilità di tale politica è stata la condanna da parte di Agcom che in data 15/09/2017 ha imposto l’abolizione delle tariffe a 4 settimane per tutte le offerte che riguardano rete fissa, telefono, ADSL o Fibra Ottica- adducendo le seguenti motivazioni:
“Si ritiene opportuno, confermando anche in questo caso l’opzione sottoposta a consultazione pubblica, prevedere un parametro temporale certo per il rinnovo delle offerte/fatturazione, che renda effettiva la libertà di scelta degli utenti e consenta anche un agevole controllo dei consumi e della spesa…,”
Meno duro l’approccio sulle tariffe per i dispositivi mobili, che invece potranno essere calcolate su un arco di 28 giorni. Precisando però che in caso di offerte fisso abbinato a mobile, il canone deve comunque essere mensile.
“Siamo da sempre al servizio dei consumatori – spiega Christian Curandai Sales Manager di Digitel Italia SpA – perché basiamo la nostra politica sulla fornitura di servizi di qualità e sulla soddisfazione del cliente. La nostra scelta di mantenere il periodo di fatturazione a 30 giorni rispecchia la nostra identità aziendale, basata sulla trasparenza e sulle esigenze della clientela”.