CATANIA – Un buon successo per la pièce Les Vertiges d’Hitchcock della compagnia residente in Francia, Cie Eco – Emilio Calcagno, protagonista lo scorso weekend da Scenario pubblico. Un appuntamento che fa parte della rassegna di danza contemporanea dedicata agli esili artistici, Exiles, a firma del siciliano ma residente in Francia da molti anni, Emilio Calcagno.
Già dallo stesso titolo della pièce è chiaro il legame con l’universo cinematografico hitchcockiano dal quale il coreografo estrae elementi cardine per trasferirli in danza. “Il mio lavoro è molto basato sul legame con il cinema che cerco di esporre tramite il contesto narrativo, le luci e il modo di posizionare i corpi e la danza. Questa pièce è da vedere come un film”, spiega il coreografo. Ansia, tensione, paura, possesso, timore e cuore sono le parole che meglio descrivono la performance artistica.
La scelta di dedicare la performance ad Alfred Hitchcock è legata al suo passato. È un regista che apprezza molto, mai riprodotto in danza e quindi rappresenta una sfida nella quale Emilio Calcagno ha voluto scommettersi. “Mi interessava il posizionamento del copro nei suoi film, un corpo colpevole, un corpo che ha paura, un corpo angosciato. C’è un importante legame con l’espressionismo tedesco: ogni oggetto, ogni movimento, ogni respiro è parte dello spettacolo. Tutto è un gioco e tutto è falso. Anche i ballerini corrispondono a dei ruoli”, spiega Calcagno.
Per la creazione de Les Vertiges d’Hitchcock il coreografo ha quindi dedicato molto tempo alla visione dei film del regista inglese, anche se il suo obiettivo non è quello di riprodurre i film in danza, ma di trarre ispirazione per una nuova creazione. In scena quindi ci sono diversi elementi identificativi come le chiavi, le forbici, le borsette e le donne bionde e glaciali, ma capaci di uccidere. Presenti anche la complicità tra uomini e il dubbio della morte.
“Sono elementi che ritrovi sempre nei suoi film, gli interessa creare suspense e io ho cercato di mescolarli. Cinque i personaggi e cinque gli oggetti in un vortice di suspense dove la linea della comprensione non è univoca. Chi conosce Alfred Hitchcock lo riconosce, ma non è necessario per immergersi nella pièce. Anzi, di certo sono diverse le sensazioni scaturite in chi lo conosce e chi invece no. Lascio le porte aperte al pubblico per pensare, perché il mio obiettivo è coinvolgere”, dichiara ancora Calcagno. “Non va preso tutto alla lettera nel mio spettacolo, come in Hitchcock, l’humour è evidente e io mi sono anche divertito”.
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