ROMA – Il caso della liberazione, da parte dell’Italia, del generale libico Njeem Osama Almasri è già diventato un caso internazionale che vede il ministro degli Esteri Tajani entrare in conflitto con la Corte penale dell’Aja che ha riemesso un mandato di cattura per il militare accusato di violenza e traffico di migranti. Il caso arriverà in Parlamento su pressione delle opposizioni che vogliono capire perchè quel rilascio che ha destato scalpore per due motivi: il rientro con volo di Stato italiano in Libia avvenuto in un batter d’occhio e la folla che lo aspettava a Tripoli per acclamarlo facendo ipotizzare che i media libici ne fossero già ampiamente informati.
Il cittadino libico Almasri è stato “rimpatriato a Tripoli per urgenti ragioni di sicurezza, con mio provvedimento di espulsione, vista la sua pericolosità”. Così il ministro dell’Interno, Piantedosi, in Senato. La prossima settimana “il governo darà un’informativa più dettagliata”. “A seguito della mancata convalida dell’arresto da parte della Corte d’Appello di Roma, il cittadino libico era a piede libero,con un alto profilo di pericolosità sociale. Espulsione adottata per la sicurezza dello Stato”,ribadisce. Le parole di Piantedosi hanno finito con l’accendere ancora di più i dubbi di questa operazione lampo raffigurando un’Italia incapace di “gestire” un prigioniero per non meglio chiarite questioni di sicurezza.
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