IRAK – Dopo le esplosioni dei “cercapersone” in Libano, a stretto giro di tempi si sono verificate anche le deflagrazioni nel quartier generale delle milizie sciite a Mosul in Iraq. Lo riferiscono fonti al canale Tv saudita ‘Al -Hadth’, ripreso dai media israeliani. L’Iraq ha dichiarato di voler rafforzare i controlli alle frontiere per prevenire eventuali “infiltrazioni” o rischi di sicurezza, in particolare le importazioni di “apparecchiature elettroniche”. L’accusato numero uno per questo attacco hacker portato ai dispositivi elettronici è Israele anche se è ancora da capire come questo materiale commissionato a Taiwan sia stato intercettato e manomesso.
Questi ultimi fatti potrebbero essere stata anche la causa per cui la Germania ha sospeso le nuove esportazioni di armi di guerra verso Israele in attesa di un soluzione legale. L’anno scorso la Germania ha approvato esportazioni di armi in Israele per un valore di 326,5 milioni di euro (363,5 milioni di dollari), tra cui equipag- giamento militare e armi da guerra. Ovvero un aumento di 10 volte rispetto al al 2022, secondo i dati del ministero che approva le licenze di esportazione. Ma ora queste aggressioni fuori dai confini da parte delle truppe israeliane o della loro intelligence ha creato qualche legittima titubanza.
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