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Migranti: Polonia e Ungheria resistono sui ricollocamenti. Ue in cerca di una risposta comune

BRUXELLES – Lo stop di Polonia e Ungheria sul tema migranti rimane uno dei nodi principali sulla questione ricollocazione dei migranti. La premier italiana Giorgia Meloni aveva tentato quest’oggi di trovare una soluzione con un faccia a faccia con i leader dei due paesi ma nonostante i buoni rapporti le posizioni non sono cambiate.  “Non sono mai delusa da chi difende i propri interessi nazionali – ha detto Meloni al termine del colloquio – La loro posizione non riguarda la dimensione esterna che è la priorità italiana ed è l’unico modo per affrontare la migrazione mettendo tutti d’accordo”.
Ma come si avvia alla chiusura questa seconda giornata di confronto del Consiglio europeo sul tema migranti? In sostanza mettendo a disposizione 12 miliardi di euro per l’accoglienza e la gestione dei migranti nei paesi di primo approdo e rinnovando “la determinazione di smantellare il modello di attività dei trafficanti e delle reti del traffico di migranti, strumentalizzazione compresa, e a contrastare le cause profonde della migrazione irregolare al fine di affrontare meglio i flussi di migranti ed evitare che le persone intraprendano viaggi così pericolosi”. Questo è, infatti, quanto si legge nella nota conclusiva del presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel. “La migrazione è una sfida europea che richiede una risposta europea. È stato effettuato un esame globale della situazione migratoria alle frontiere esterne dell’UE e all’interno dell’UE e si è preso atto dei lavori intrapresi finora nel quadro di una risposta europea. La presidenza del Consiglio e la Commissione hanno informato il Consiglio europeo in merito ai costanti progressi compiuti nell’attuazione delle sue conclusioni del 9 febbraio 2023, con particolare attenzione agli aspetti esterni della migrazione e ai relativi meccanismi di finanziamento. A seguito della recente lettera della Commissione, e sulla scorta dei progressi compiuti finora, saranno intensificati i lavori su tutte le linee d’azione, lungo tutte le rotte migratorie, in linea con il diritto internazionale. Il Consiglio e la Commissione continueranno a monitorare attentamente e garantire l’attuazione delle conclusioni del Consiglio europeo nonché a riferire opportunamente in merito. La Commissione proseguirà i lavori sugli elementi contenuti nella sua lettera, anche per quanto riguarda la mobilitazione dei finanziamenti dell’UE esistenti a sostegno della protezione temporanea”.

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