MILANO – È la realizzazione della Beic, la biblioteca internazionale di cultura di Milano ad essere entrata nel vortice giudiziario della Procura della Repubblica del capoluogo lombardo. Nell’occhio della magistratura c’è uno dei più famosi architetti italiani, Stefano Boeri. Il creatore del “Bosco Verticale” sarebbe finito nell’inchiesta per procedure accelerate e fin troppo semplificate – secondo la Procura – tanto da far aprire una ventina di fascicoli.
La biblioteca internazionale di cultura destinata a sorgere sull’area di Porta Vittoria, è un progetto che sulla carta e nei rendering ha tutti gli aspetti d un’opera destinata ad essere uno dei simboli delle grandi capitali europee con trentatremila metri quadrati di archivi, sale di lettura e spazi multimediali. È l’investimento da otto milioni di euro solo per la progettazione a far esplodere il caso nell’agosto del 2022 anche per la partecipazione di grandi nomi dell’architettura mondiale ma in qualche modo legati a Stefano Boeri e Cino Zucchi secondo quanto emerge dalle indagini. I due architetti che sedevano nella Commissione giudicatrice dell’appalto, di fatto condividevano – come contenuto nell’avviso di garanzia – lo stesso ambiente di lavoro con i vincitori dell’appalto.
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