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Mobilità, Unasca pensa alla formazione degli istruttori delle scuole guida

ROMA – Approfondimenti e focus specifici per gli istruttori di scuola guida, oltre le  8 ore ogni due anni di formazione obbligatoria introdotta nel 2011, così l’Unasca punta a rendere ancora migliore il sistema di insegnamento e di introduzione alla guida, allo scopo di formare conducenti sempre più responsabili e preparati. La principale associazione di categoria delle autoscuole e degli studi di consulenza automobilistica, ha deciso di organizzare e mettere a disposizione di tutte le scuole guida e i consorzi interessati, non solo gli associati quindi, un programma di formazione con contenuti scelti ed elaborati insieme al Centro Studi Cesare Ferrari e docenti qualificati, con il supporto del network La Nuova Guida. auto elettriche
L’esigenza, secondo Unasca nasce anche dal fatto che forse 8 ore ogni due anni non sono sufficienti per i costanti e numerosi aggiornamenti della normativa e dei sistemi di insegnamento.
“L’idea alla base – spiega Emilio Patella, segretario nazionale Unasca autoscuole – è  utilizzare pienamente l’opportunità della formazione periodica obbligatoria per migliorare la metodologia di insegnamento in autoscuola, rendendola più efficace e attuale tramite aggiornamenti periodici frequenti, ovviamente facoltativi. Noi vogliamo arrivare ad una certificazione di qualità della formazione, magari con una supervisione del Ministero. Infatti  le autoscuole e i consorzi sono i luoghi designati per la formazione, e non sono un mondo chiuso ed autoreferenziale, poiché in qualità di docenti vi entrano psicologi, magistrati, docenti di diritto, esperti della comunicazione. I 30mila tra istruttori e insegnanti hanno in mano l’educazione dei  futuri conducenti e l’aggiornamento dei già patentati”. 
La formazione supplementare su cui si sta concentrando Unasca riguarderà i progetti sulla sicurezza stradale con molti esempi di respiro europeo, l’ansia alla guida con le sue principali cause così da fornire all’istruttore strumenti e chiavi di lettura per affrontare il problema nel futuro guidatore (con l’intervento degli psicologi), le tecniche di guida con focus sulle due ruote e sulla guida ecologica e, infine, approfondimenti su comunicazione, coaching e nuove tecniche di insegnamento.

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