Categories: Moda & Tendenze

Moda: Moschino si prepara a celebrare il 40° compleanno della maison alla fashion week donna

MILANO – La prossima fashion week femminile per le collezioni primavera-estate 2024 celebrerà l’anniversario della nascita della griffe fondata nel 1983 dal vulcanico Franco Moschino. Spegnerà a Milano quaranta candeline con un show come si conviene ad un giro di boa di quasi mezzo secolo. Dopo l’addio alla maison controllata da Aeffe di Jeremy Scott che ha tenuto lo scettro della direzione creativa dal 2013 al 2023, il brand di pret-à-porter e accessori sinonimo di graffiante ironia e di elegante dissacrazione renderà omaggio al suo heritage con una collezione scoppiettante alla quale contribuiranno 4 stylist di fama mondiale: Carlyne Cerf de Dudzeele, Katie Grand, Gabriella Karefa-Johnson e Lucia Liu. Celebri nel fashion system per i loro percorsi in maison di rango e per le loro collaborazioni con fotografi come Steven Meisel e Helmut Newton, le signore della moda scelte da Moschino tributeranno un personalissimo omaggio all’archivio del capostipite del marchio creando ciascuna dieci look per lo show. Una ghiotta occasione per ripercorrere i momenti salienti della storia di questo marchio unico nel suo genere. Dopo aver lavorato per marchi come Cadette e Matti nonché per Genny come assistente di Gianni Versace, il pirotecnico Franco Moschino, noto anche come l’enfant terrible della moda italiana, si affermò nel firmamento del Made in Italy con le sue combinazioni ardite, il suo beffardo sense of humour e il suo formidabile talento sartoriale. Resteranno negli annali le camicie chiuse da forchette e cucchiai, i cappelloni da cowboy abbinate a occhiali da sole, i tubini neri decorati da collage di orsetti di peluche, i tailleur Chanel reinventati con un gusto eccentrico e iconoclasta, le gag a base di fourreau di nappa da ballerina di flamenco, di completi tricolore, di crinoline con la mucca stampata e le numerose campagne pubblicitarie volte a smitizzare l’aura di sacralità e conformismo che spesso negli anni eroici del pret-à-porter italiano caratterizzavano l’establishment della moda. Convinto fautore dell’arte di crearsi il proprio look in piena autonomia dai diktat delle griffe, Moschino non ha mai nascosto la sua passione romantica e ironica per i cliché dell’italianità fino a concepire vere e proprie crociate contro i fashion victim e la schiavitù delle masse verso i canoni estetici delle passerelle in nome di una individualità profondamente originale che puntualmente deragliava con brio dai binari opprimenti del total look. Ni suoi dieci anni come stilista della griffe, Jeremy Scott ha perpetuato il successo e l’abilità del fondatore disegnando accessori fantasiosi a forma di chiodo di pelle o di orsetto di pelouche, mascotte del brand, e consolidando il legame della maison con la cultura pop e i suoi simboli più trash e divertenti per confermarsi come uno degli interpreti più indovinati dello stile Moschino.

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