MOSCA – Da Mosca a San Pietroburgo fino a Tver e Perm e in altre città russe, non si arresta il flusso di persone che lasciano fiori sui sui monumenti alle vittime della repressione politica in ricordo di Navalny, il dissidente russo morto ieri per cause ancora da accertare, nel carcere in Siberia dove avrebbe dovuto scontare una pena di oltre 20 anni. Un centinaio di persone sono state arrestate mentre formavano piccoli gruppi di protesta che le forze di polizia stanno impedendo dopo che la Procura ha emesso un avviso per dissuadere da iniziative e azioni di massa, che potranno essere punite con il carcere. Manifestazioni in tante città europee e nel mondo,con presidi,mazzi di fiori, veglie.In Italia già manifestazioni,sit in e cortei a Roma, Milano e Torino. Intanto ai familiari di Navalny arriva il cordoglio della comunità internazionale che punta il dito su un unico responsabile per questa morte: Vladimir Putin. Ieri il presidente USA Biden aveva ancora una volta caldeggiato al Congresso di approvare i finanziamenti al sostegno dell’Ucraina per impedire a Putin un’espansione violenta è illegittima.
I sospetti che Navalny possa essere stato avvelenato in carcere sono molti. I funzionari del carcere siberiano hanno parlato di improvviso malessere dopo l’ora d’aria.
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