BERLINO – I tedeschi sono sempre più poveri. Almeno i pensionati. È quanto risulta da un rapporto dell’Istituto federale di statistica (Statistische Bundesamt) che lancia l’allarme. Sono infatti stati ben 536mila i pensionati che nel corso del 2015 hanno dovuto fare ricorso all’Hartz IV, il sussidio statale. Ben 24mila in più dell’anno precedente, per un aumento percentuale di 4,7 punti.
È una tendenza, quella dell’aumento degli ultra 65enni che versano in condizioni di povertà, che è pressoché raddoppiata dal 2003 ad oggi. In maggioranza gli indigenti sono di sesso femminile. “Non è ancora un fenomeno di massa”, ha sminuito Axel Reimann, il Presidente del fondo pensionistico tedesco. Tuttavia ha anche ammesso che i bassi salari percepiti da una larga fetta della popolazione lavorativa potrebbero alla lunga rappresentare un problema. Invecchia infatti la popolazione tedesca e cresce di anno in anno il numero degli aventi diritto alla pensione minima. A questi vanno aggiunti circa un milione e 800mila invalidi che, mediamente, percepiscono appena 713 euro al mese. Troppo poco per vivere.
La soglia minima retributiva di sopravvivenza, infatti, è calcolata da un minimo di 773 ad un massimo di poco più di 900 euro al mese, a seconda dei Länder. Molti cittadini, per la vergogna di dover chiedere il sussidio, non si presentano neanche presso gli uffici statali che lo elargiscono, a causa delle procedure estremamente poco comprensive per la privacy dei richiedenti.
“I numeri vanno ricontrollati”, dice allarmata Ulrike Mascher, presidentessa dell’associazione di assistenza sociale VdK, con quasi due milioni di iscritti. “Gli attuali bisogni sono calibrati su uomini di circa 30 anni di età ed in salute, non su quelli di anziani, magari anche malati”.