ROMA – La pillola Ru486, lanciata nel 2009 e approvata dall’Aifa per interrompere la gravidanza, torna a far parlare di sé per lo scontro tra Ministero della Salute e la Regione Piemonte. Il motivo del contendere è che la sua assunzione, secondo le linee guida indicate dal ministero, è subordinata ad un ricovero obbligatorio di almeno 3 giorni e c’è chi come l’Umbria aveva introdotto, in autonomia, di optare per il day hospital. Il Piemonte, invece, ha deciso di approvare l’annullamento dell’obbligo del ricovero. La decisione sarebbe arrivata dopo il monitoraggio delle strutture sanitarie che non hanno evidenziato effetti rilevanti sulle donne che hanno assunto la pillola nei giorni immediatamente seguenti.
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