ROMA – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha multato Poste Italiane per 5 milioni di euro, il massimo consentito dalla legge, per aver adottato una pratica commerciale scorretta in violazione del Codice del Consumo, riferito al servizio di recapito delle raccomandate.
In molti casi Poste Italiane ha depositato l’avviso di giacenza della raccomandata nella cassetta postale anche quando sarebbe stato possibile consegnarla nelle mani del destinatario. Una pratica che oltre a ritardare la consegna della raccomandata di sanzioni amministrative, ad esempio, dove sarebbe possibile pagare una multa entro i 5 gg. per accedere alla riduzione dell’importo sanzionato, ha creato difficoltà ad anziani, portatori di handicap e a lavoratori che devono recarsi presso gli uffici postali più vicini per ritirare la raccomandata non consegnata.
I reclami piovuti su questo disservizio sono stati migliaia e già avvertiti da qualche anno che hanno finito con l’accentuarsi nel lockdown.
Nella nota di sanzione dell’Autorità si legge “La conseguenza di detti comportamenti, in relazione ai quali Poste Italiane non ha adottato le dovute misure di controllo e correttive, provoca un inammissibile onere a carico dei consumatori costretti a lunghe perdite di tempo e di denaro per poter ritirare le raccomandate non diligentemente consegnate”.
Considerata l’estrema gravità e frequenza della pratica ed i notevolissimi danni arrecati ai consumatori, la sanzione è stata irrogata nella misura massima.
Tuttavia, la medesima non risulta deterrente in rapporto al fatturato specifico generato da Poste Italiane nel solo anno 2019 pari a 3,492 miliardi di euro. Al riguardo, non è stata ancora recepita nell’ordinamento nazionale la Direttiva Europea 2019/2161 che fissa il massimo della sanzione irrogabile al 4% del fatturato annuo.