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PUBBLICATA UNA RICERCA SULLE CONDIZIONI DI LAVORO DEI GIOVANI MEDICI

ROMA – Quasi la metà dei medici in età giovanile ha un rapporto di lavoro parasubordinato e lavora per due o più strutture e soltanto il 18,4% ha un contratto con una durata oltre i 36 mesi, mentre il 52,3% lo ottiene per una durata da 6 a 12 mesi. Questi sono alcuni dei dati contenuti nella ricerca “Giovani medici: indagine su occupazione, disoccupazione e precariato” promossa dall’Ordine Provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri che verrà presentata il 15 novembre 2011, presso la sede dell’Ordine. Lo studio sarà illustrato da Mario Falconi (Presidente dell’Ordine Provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri), Aldo Piperno (Ordinario di Sociologia all’Università di Napoli “Federico II”) e Marco Mafrici (Coordinatore Commissione Giovani Medici e Precariato dell’Ordine). Interverrà Marco Siclari (Vicepresidente Commissione Speciale per le Politiche Sanitarie di Roma Capitale e Delegato del Sindaco per i Rapporti con le Università). Dopo le indagini sul fenomeno della medicina difensiva e sulla condizione delle donne medico, l’Ordine di Roma ha realizzato questo nuovo studio per analizzare la situazione occupazionale dei giovani medici, sempre più critica, che si inserisce in quella generale del mondo giovanile del nostro Paese. In particolare sono stati esaminati i molteplici profili di precarietà che affliggono anche questo settore professionale. E’ stato indagato un campione di 1.143 unità rappresentativo dell’universo degli iscritti all’Ordine di Roma e provincia con età inferiore o pari a 45 anni (11.757 unità). I risultati complessivi dimostrano che il percorso della carriera dei giovani medici è connotato da anni di precariato e di bassa retribuzione dopo un lungo periodo di formazione che arriva mediamente ai 10 anni. Anche tra i medici si stanno affermando i contratti a progetto o le collaborazioni coordinate e continuative, con caratteristiche che ricalcano quelle del lavoro subordinato. Rispetto al passato, la professione medica rappresenta un investimento a rischio con risultati incerti. Anche perchè i tempi e le modalità di stabilizzazione sono discontinui e quindi difficilmente gestibili da giovani che hanno terminato la fase dell’istruzione e si trovano costretti a svolgere lavori frammentati e di breve durata.

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