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Rete unica: accordo Tim-Cassa Depositi e Prestiti. La connessione veloce prende corpo

ROMA – C’è l’accordo tra Tim e Cassa Depositi e Prestiti per costituire una società che gestisca una rete unica nazionale in fibra ottica. Un obiettivo che era stato indicato come prioritario nelle giornate degli Stati Generali e che poi aveva dato corpo a “Progettiamo il Rilancio” (vedi l’infografica nel link https://www.agenziacoesione.gov.it/wp-content/uploads/2020/06/progettiamo_il_rilancio.pdf). La scorsa settimana il governo ha dato parere favorevole alla creazione di una società unica per gestire le infrastrutture della rete italiana a banda larga, con l’obiettivo di colmare un ritardo nel settore delle telecomunicazioni da parte dell’Italia e migliorare la qualità delle connessioni ultraveloci (quelle interamente in fibra ottica).
Ieri sera, durante due consigli di amministrazione straordinari, hanno dato il loro parere favorevole per gestire il progetto di “rete unica” anche Cassa Depositi e Prestiti (Cdp, controllata all’83 per cento dal ministero dell’Economia) e Tim, i due principali protagonisti dell’operazione.
Che cosa significa questo accordo? E’ il via per la nascita di una nuova società, che metterà insieme la rete fissa di Tim con quella di Open Fiber, azienda controllata da Cdp e da Enel. Open Fiber era nata nel 2015 nell’ambito di un piano molto ambizioso per realizzare e gestire un’infrastruttura di rete in fibra ottica per fornire connessioni in banda ultralarga a tutta l’Italia. Il progetto aveva suscitato diverse perplessità perché coinvolgeva Enel, società attiva nell’erogazione di servizi energetici, ma storicamente meno qualificata nella gestione e nella fornitura di connessioni a Internet, ora invece, con la presenza di Tim le cose cambiano perché c’è un soggetto nel cui core business ci sono le telecomunicazioni.

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