Si accenderanno la notte del 17 settembre le “luci sulla città †e sulla Roma ebraica. La zona del Vecchio Ghetto Demolito si apre alla città con eventi culturali, musica, teatro, degustazioni, incontri letterari, dj set e il nuovo format dello “street partyâ€, per far scoprire ai romani le virtù e i segreti del Centro Storico che conserva tutt’oggi la storia e la memoria della Capitale d’Italia. In tutto il quartiere gli esercizi commerciali rimarranno aperti con degustazioni di cucina giudaico romanesca e dalla tradizione ebraica internazionale (israeliana, orientale, Europea, etc.). A fare da cornice alla Notte della Cabbalà ci saranno proiezioni di video art sulla FACCIATA del PALAZZO DELLA CULTURA, che resteranno “accese†per tutta la durata del Festival, fino alla sera del 21 settembre. Si tratta di una selezione di corti realizzati dai migliori giovani talenti artistici di Israele (studenti usciti dall’Accademia di Haifa e dall’Hamidrasha School of Art del Beit Berl College) che mostra una varietà di approcci diversi nel campo della video arte. Il programma del festival, ricco e di grande interesse, prosegue fino a mercoledì 21 settembre con appuntamenti in diversi luoghi del Vecchio Ghetto, dal Museo Ebraico di Roma alla Ermanno Tedeschi Gallery, al Palazzo della Cultura. Al Talmud, prossimamente tradotto in italiano, è dedicata l’intera giornata di domenica 18 settembre, con alcuni tra i più lucidi e profondi talmudisti sia dal campo laico sia da quello religioso: STEFANO LEVI DELLA TORRE e ROBERTO DELLA ROCCA (alle ore 11.30) e HAIM BAHARIER (alle ore 20.30).
L’obiettivo è avvicinare il pubblico al Talmud, preparare il campo per la pubblicazione di questo enorme compendio di saggezza, iniziando a condividerne il fascino, la profondità e la filosofia fin da subito, in modo accessibile a tutti e con un approccio universale. Nella stessa giornata, al Museo Ebraico di Roma inaugura alle ore 18.30, alla presenza di Silvia Haia Antonucci e Riccardo Di Segni, la mostra “L’istruzione di Sacro e civile nel ghetto di Roma: la Compagnia Talmud Torah†a cura di Silvia Haia Antonucci (Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma-ASCER), con alcuni tra i più antichi esemplari al mondo di questo testo di inesauribile saggezza. La Galleria Ermanno Tedeschi presenta, il 19 settembre alle ore 18.30, la mostra del più celebre artista israeliano, lo scultore e pittore MENASHE KADISHMAN, le cui opere si trovano in collezioni pubbliche e private dagli Stati Uniti al Canada, dalla Costa Rica alla Germania, dal Giappone al Regno Unito. La mostra rimarrà aperta fino al 30 novembre 2011. Sempre il 19 settembre il pubblico del Festival avrà modo di incontrare due scrittrici, due donne dalla forte personalità . Alle ore 17.30 ELIETTE ABÉCASSIS, nata da una famiglia ebraica sefardita di origine marocchina, docente universitaria di Filosofia a Caen, ebrea praticante, particolarmente legata alle sue tradizioni e alla sua religione dialogherà con la scrittrice e giornalista Anais Ginori. Alle ore 21.00 la scrittrice e attivista per i diritti civili RONIT MATALON, una delle più apprezzate voci della letteratura israeliana, insieme con la scrittrice Chiara Valerio, presenterà il suo ultimo romanzo “Il suono dei nostri passi” appena tradotto in italiano da Elena Loewenthal ed edito da Atmosphere libri.
La giornata del 20 settembre inizia alle 10.30 con la presentazione del primo libro di FABIO SONNINO, “Il ContorSionistaâ€, un romanzo autobiografico edito da Armando Editore. L’autore ne parla con le curatrici del festival Ariela Piattelli e Raffaella Spizzichino. Alle 19.00 Bice Migliau e Stefano Caviglia parleranno dell’emancipazione degli ebrei romani dopo l’apertura del Ghetto e l’unità d’Italia. Sarà con uno spettacolo di pillole di teatro giudaico romanesco a chiudere la giornata, alle ore 20.30. “A spasso pe’ ghette†del Laboratorio teatrale le Palme, a cura di Alberto Pavoncello, presenta una serie di gag che ha per ambientazione la piazza, tra il Portico d’Ottavia, la Reginella, il Bar Totò e la scuola. È lì che i discorsi si intrecciano: il bar mizvà da preparare, le tasse della comunità da pagare, la campagna elettorale e la dieta per mantenersi in linea… cose di tutti i giorni, della vita in piazza di ieri e di oggi, di gente che non c’è più e dei giovani che sono tornati ad animare il centro della vita ebraica. Mercoledì 21 settembre la chiusura del Festival è affidata al vincitore del Man Booker Prize 2010 HOWARD JACOBSON – scrittore, romanziere ed umorista britannico – che incontrerà lo scrittore italiano Roberto Cotroneo e al grande jazzista DANIEL ZAMIR, tra i musicisti e compositori più importanti di Israele. La quarta edizione del Festival Internazionale di Letteratura Ebraica nasce dal desiderio di raccontare storie attraverso la voce degli scrittori e dei libri, condividere esperienze di vita che siano capaci di essere testimonianza ed esempio di vitalità e di ispirazione per ogni ascoltatore e lettore. A partire dalle storie talmudiche, passando per la Spagna medioevale, attraverso l’Europa del ’900 e fino al mondo contemporaneo e all’Israele del futuro. Il Festival Internazionale di Letteratura Ebraica è promosso da Roma Capitale, Regione Lazio, Provincia di Roma, Camera di Commercio di Roma, Comunità Ebraica di Roma e Ambasciata d’Israele in Italia. La produzione dell’evento è dell’Associazione Culturale Golda e di Artix in collaborazione con il Centro di Cultura Ebraica, Consultinvest, Finmeccanica, Zètema Progetto Cultura, con la partecipazione dell’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma-ASCER, Ermanno Tedeschi Gallery e libreria Kiryat Sefer.
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