ROMA – La discarica di Malagrotta, quella chiusa durante la gestione del sindaco di Roma, Marino, torna a far discutere dopo che per evitare una pesante sanzione della Corte di giustizia europea, in tempi recenti, la Regione Lazio per soccorrere l’attuale Giunta Gualtieri (Pd) ha erogato un fondo sociale di 250 mln che dovrà essere necessariamente utilizzato entro il 2022. Ma a che cosa dovranno servire quei fondi? Primo su tutti un intervento di pozzi per estrarre il percolato, cioè tutti quei liquamo che ormai hanno già inquinato il terreno sottostante e creato l’allarme per le falde acquifere. E poi c’è la copertura della discarica a cielo aperto. Ma il percorso non sembra così lineare a sentire la versione dei consiglieri capitolini del M5S, Daniele Diaco e Paolo Ferrara. In una nota i due esponenti della Commissione Ambiente del Comune di Roma, lanciano l’allarme per invasi che “saranno ricoperti da 300mila tonnellate di materiale di scarto dei Tmb (Rifiuti da trattamento meccanico biologico), che Ama attualmente non sa dove portare”. In altre parole non solo verrebbe agirata la prescrizione imposta dalla Corte UE ma si tornerebbe a scaricare materiali a Malagrotta.
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