ROMA – Il voto sul Salario Minimo nell’Aula della Camera è diventata ieri la miccia per far esplodere tutte le tensioni che da settimane hanno fatto alzare i toni nei dibattiti di Montecitorio. ‘Salario minimo negato’, ‘sfruttamento legalizzato’, ‘non in nostro nome’. Scoppia la bagarre nell’aula della Camera al momento del voto della delega al Governo in materia di retribuzione dei lavoratori e di contrattazione collettiva. “Vergogna”, urlano i parlamentari delle opposizioni mostrando cartelli “fotocopia” già preparati precedentemente con un segnale chiaro che si attendevano già l’esito in Aula. Il presidente di turno, Fabio Rampelli, ha dovuto sospendere la seduta. Il provvedimento, poi, viene approvato con 153 sì, 3 astenuti e 118 no e passa ora all’esame del Senato. La maggioranza applaude, le minoranze annunciano nuove battaglie. “Oggi è un giorno triste per la Repubblica, oggi che accartocciate, con una mano, la proposta delle opposizioni sul salario minimo e, con l’altra, date un manrovescio a 3,5 milioni di lavoratrici e lavoratori, che sono poveri anche se lavorano – esordisce intervenendo in Aula Elly Schlein – Potevate scegliere tra l’insulto a questo Parlamento e la miseria di milioni di italiani; avete scelto l’insulto al Parlamento e avrete la rabbia di milioni di italiani, che vedono calpestata la loro dignità”.
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