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Salute: Giornata mondiale rianimazione cardiopolmonare. La prevenzione con le manovre salvavita in classe

ROMA – Si celebra domani 16 ottobre la Giornata Mondiale sulla rianimazione cardiopolmonare. E in diverse parti d’Italia si terranno iniziative per la sensibilizzazione verso un fenomeno che ogni anno in Europa riguarda circa 400.000 casi di arresti cardiaci (60.000 in Italia) e si stima che solo nel 58% dei casi chi assiste intervenga con le manovre salvavita (massaggio cardiaco, ventilazioni) e nel 28% dei casi con il defibrillatore. La sopravvivenza è di circa l’8%. In questo contesto la formazione, fin dalla giovane età, riveste un ruolo fondamentale. Uno studio danese, ha osservato che l’aumento della sopravvivenza è associato a un notevole incremento della percentuale dei soccorritori occasionali che sono stati in grado di effettuare la rianimazione cardiopolmonare in attesa dell’arrivo dei soccorsi (dal 27% del 2005 all’80% del 2019). “Su questo incremento – rileva l’Italian Resuscitation Council –  ha inciso il fatto che l’insegnamento della rianimazione cardiopolmonare è stato reso obbligatorio in Danimarca dal 2006 per ottenere la patente e per iscriversi ai corsi professionali al punto che i certificati rilasciati sono passati dai 35.000 del 2005 agli oltre 200.000 di ciascuno degli anni successivi.
L’Italia è uno dei pochi Paesi europei che, grazie alla legge 116 del 2021, ha previsto l’insegnamento obbligatorio della rianimazione cardiopolmonare e dell’utilizzo dei defibrillatori automatici esterni (DAE) nelle scuole medie e superiori” ha osservato Silvia Scelsi, presidente di Italian Resuscitation Council (IRC).
Anche se la grande rivoluzione culturale era partita ancora prima come ricorda e precisa il Presidente del SIS 118, Mario Balzanelli “quando dal 28 gennaio al 28 luglio 2005, partendo da Taranto, furono  raccolte 93.000 firme in tutta l’Italia, avvalendoci dello strumento giuridico dell’articolo 71 della Costituzione, che consente ai cittadini di promuovere una legge se appoggiata da 50 mila elettori. E fu quella azione che ha reso possibile l’introduzione obbligatoria del Primo Soccorso nella Scuola Italiana. Il Parlamento la incorporò nel testo della legge sulla “Buona Scuola”, diventando l’articolo 1, comma 10, della Legge 107/2015. Sono trascorsi 8 anni da quella data spartiacque che avrebbe collocato tra i paesi europei all’avanguardia nell’adozione delle manovre salvavita dove la possibilità di sopravvivenza all’arresto cardiaco diminuisce del 10% per ogni minuto che passa e per questo è essenziale che chi assiste a un arresto cardiaco effettui subito le manovre salvavita”.

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