ROMA – Come era prevedibile il via libera del Consiglio dei Ministri alla riforma della separazione delle carriere, ha riacceso lo scontro con la magistratura. L’Associazione nazionale magistrati (Anm) ha convocato d’urgenza un direttivo il 15 giugno prossimo in cui bisognerà decidere le forme di mobilitazione da intraprendere “Per assumere nuove iniziative”. La riforma è una “volontà punitiva nei confronti della magistratura ordinaria” aggiunge la nota. “La Giustizia perde e si dà più potere alla politica”. Scrive in una nota l’Amn.
Lo scontro con la governance, finisce con il diventare una questione che la premier Meloni prende come personale: “Di cosa dovrei vendicarmi con i magistrati? Non capisco perché si possa considerare punitiva nei confronti dei pubblici ministeri la separazione delle carriere”. Così Meloni al Corriere.it. “Si vendica un nemico. I magistrati non sono nemici. Chi governa è un nemico?”E poi si affretta a chiarire la questione del premierato : “Rafforza il ruolo della politica”. Di fatto non spetterà più al Presidente della Repubblica controfirmare la nomina del Presidente del Consiglio dei Ministri ,la nomina dei giudici della Corte Costituzionale, la concessione della grazia e la commutazione delle pene, il decreto di indizione delle elezioni e dei referendum, i messaggi alle Camere e il rinvio delle leggi. Non poco in un solo colpo.
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