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Settore auto e riforme, Ministro Lupi incontra Unasca

ROMA – Il rinnovamento del sistema della Motorizzazione Civile e la possibilità di fare riforme che migliorino la vita dell’utente finale, facendolo anche risparmiare, sono in sintesi le linee guida di Unasca, l’associazione maggiormente rappresentativa degli studi di consulenza automobilistica e delle autoscuole, che ha incontrato domenica 18 maggio a Milano il Ministro per le Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi. Sul tavolo le riforme del settore, gli obiettivi raggiunti con soddisfazione (come ad esempio la nuova procedura di rinnovo patente) e quelli ancora da raggiungere, come la semplificazione delle pratiche auto, il taglio degli sprechi, la riforma del codice della strada nell’ottica di una maggiore educazione e sicurezza stradale. Il Ministro Lupi ha dichiarato più volte nel suo intervento la precisa volontà di procedere dritto per la strada del cambiamento, affermando che “o l’Italia cambia o l’Italia muore” e che ognuno deve fare il proprio per cambiare, il pubblico come il privato. 
“La sfida che abbiamo davanti  è doppia – ha detto ancora Lupi – e dobbiamo avere chiarezza su dove vogliamo andare. Ci sono due premesse fondamentali per me e il  governo: la prima è che o cambiamo o moriamo, e oggi per cambiare occorre coraggio. La seconda premessa è sulla direzione da prendere, e la mia idea è che lo Stato e il privato devono tornare a fare la propria parte, laddove lo Stato ha il compito di dettare gli indirizzi e di esercitare il controllo serio e rapido, lasciando liberi i cittadini di fare. Si deve tornare alla vecchia e buona sussidiarietà, che non è assistenzialismo, perché noi siamo arrivati ad alcuni importanti risultati di modernizzazione amministrativa proprio con la collaborazione tra pubblico e privato, in cui ognuno deve fare la propria parte. La nostra idea: accentriamo nel pubblico ciò che serve e il resto lo faccia il privato”.
Andando nel dettaglio delle riforme, il Ministro Lupi ha dichiarato che nella diversità dei ruoli, ci sono delle importanti coincidenze tra quando espresso da Unasca e l’indirizzo del ministero: “la formazione è il punto centrale della legge delega per la riforma del codice strada, perché fare formazione  è fare prevenzione. Quindi il tema della formazione sarà al centro del nuovo codice della strada insieme a quello della semplificazione. Quello che è stato fatto finora di semplificazione è andato a stratificarsi al vecchio, quindi il sistema è diventato ancora più complesso. Quando parlo di semplificazione  – ha spiegato Lupi – quindi mi riferisco  proprio all’archivio unico, al documento unico documento per i veicoli, allo sportello unico anche per il diportista, perché la nostra riforma mira al la certezza dei dati e al risparmio per l’utente, che è l’obiettivo centrale. Il tutto attraverso la digitalizzazione e la telematica”.
La giornata era iniziata con i saluti introduttivi di Vincenzo Cannatella, Presidente di UNASCA, e di  Guido Podestà, Presidente della Provincia di Milano, lasciando poi il primo intervento del convegno a Emilio Patella, Segretario Nazionale Unasca Autoscuole, toccando quattro punti: Riforme, Europa, Formazione, Famiglia: “Dopo 20 anni di immobilismo, il mondo della Motorizzazione oggi per la prima volta ha la possibilità di vivere un rinnovamento importante grazie alle riforme strutturali in agenda, come quella del lavoro e della pubblica amministrazione. Ma un’altra riforma importante su cui il Ministero ora deve lavorare è quella della Motorizzazione Civile, che svolge un ruolo fondamentale per la sicurezza stradale. Perché – ha sottolineato Patella – è inutile fare campagne di sicurezza se il momento del rilascio della patente non è un momento serio e trasparente, e rischia di non esserlo se lo Stato non investe (e sono 20 anni che non lo fa) nel personale della Motorizzazione”. Per quanto riguarda la formazione alla guida,  Patella ha sottolineato che questa deve essere l’elemento cardine della legge delega sul codice della strada: “noi proponiamo di  allargare la formazione – dichiara Patella -, oggi ci sono solo 6 ore di guida obbligatorie, e non  tutte sono verificabili. Il modello da considerare è quello delle patenti professionali, delle guide certificate, della formazione post patente, degli aggiornamenti nel tempo per tutti gli automobilisti e dei corsi a parte per gli anziani. Oggi poi la criticità è sulle due ruote, lì va fatta una particolare formazione preventiva”.
La parola è poi passata a Ottorino Pignoloni, Segretario Nazionale Unasca Studi: “Nel comparto della Motorizzazione Civile è stato rilevante il ruolo degli Studi di Consulenza che hanno sostenuto la semplificazione delle procedure per il rilascio immediato dei documenti dei veicoli.  Un esempio corretto di sussidiarietà orizzontale tra imprese private e servizio pubblico che ha funzionato e funziona con notevoli benefici per i cittadini e la collettività tutta. Ma sono ancora tante le riforme da avviare in questo ambito – ha dichiarato Pignoloni – dove permane la crisi del mercato auto, l’eccessiva tassazione, addirittura controproducente visti i crescenti fenomeni di elusione, evasioni e frodi assicurative. Noi siamo pronti a fare la nostra parte per ulteriori semplificazioni in un sistema che si riformi davvero”.  

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