ROMA – “Non possiamo fare a meno di notare che la nota informativa allegata ai guanti in dotazione ai vigili del fuoco, alla voce “istruzioni per la pulizia e l’immagazzinamento†detta prescrizioni a noi non proprio chiare, ovvero ne impone la conservazione “lontano da fonti di calore†e impone un massimo di “5 cicli di lavaggio a 40 gradi con detergenti neutriâ€, con l’avvertenza che “eventuali procedimenti di lavaggio diversi da quelli consigliati …[…]… possono alterare e compromettere le caratteristiche di sicurezza del dispositivo. E’ pur vero che queste sono prescrizioni che non riguardano l’uso operativo dei guanti ma la conservazione e la pulizia, però appaiono come un paradosso, tutti sanno che durante gli interventi dei vigili del fuoco i guanti si bagnano, e spesso con temperature di gran lunga superiori ai 40° , sovente anche con contatto di sostanze schiumogene estinguenti e/o acide, altro che sapone neutro. Un utilizzo dei guanti che ci pare ben più stressante rispetto ai soli 5 cicli di lavaggio a bassa temperatura prescritti dalla ditta costruttrice, pena il decadimento delle prestazioni. In sintesi non possiamo fare a meno di chiederci come possano questi guanti resistere alle sollecitazioni degli incendi ripetuti nel tempo, se sembrano resistere a soli 5 lavaggi in acqua tiepida? Cosi scrive Antonio Brizzi, segretario generale del CONAPO, uno dei sindacati piu rappresentativi dei vigili del fuoco, in una nota inviata ai vertici del Ministero dell’Interno, a seguito delle ustioni alle mani riportate nei giorni da due vigili del fuoco di Vicenza, nota nella quale segnala l’ulteriore caso di ustione avvenuto a Viterbo. Il CONAPO invia al ministero anche copia della nota informativa sui guanti, rilasciata dalla ditta fornitrice e chiede spiegazioni. “Ai sensi della vigente normativa sulla sicurezza del lavoro – si legge – l’amministrazione dei vigili del fuoco è responsabile della scelta dei dispositivi di protezione individuale forniti al personale, nonché è obbligata ad una accurata formazione sull’utilizzo dei dispositivi di protezione, assicurando la dovuta informazione preventiva e l’opportuno addestramento, circa l’uso corretto e l’utilizzo pratico, in questo caso, dei guanti protettivi. Viste le stringenti limitazioni che la nota informativa impone circa i cicli di lavaggio, occorre dare al personale opportune informazioni, ed istruzioni ai comandi dipendenti sul da farsi dopo i lavaggi oppure dopo determinate situazioni assimilabili al lavaggio (bagnatura durante incendio), poiché deve essere chiaro il momento in cui questi guanti vanno sostituiti, non bastando la nota informativa a chiarire regole certe di fuori uso che contemperino le esigenze di sicurezza del personale con ormai sempre più stringenti esigenze di evitare sprechi di denaro pubblico.†“Abbiamo richiesto al Dipartimento dei Vigili del Fuoco che ci mostri quando ha dato indicazioni a tutti i comandi sull’uso corretto dei guanti – ha dichiarato Brizzi – perché in presenza di prescrizioni cosi stringenti sui guanti e vista la normativa sulla sicurezza sul lavoro che prevede accurata informazione ai lavoratori, non si possono certo lasciare alla interpretazione dei singoli queste prescrizioni su un foglietto volante scritte quasi fossero una “clausola in piccoloâ€. Non sto dicendo che le istruzioni ed informazioni il ministero non le ha date – continua Brizzi – ma solo che a mia memoria non le ricordo e che come sindacato riteniamo di avere tutti i diritti di pretendere chiarezza, informazione e dimostrazione di trasparenza, anche se ad oggi nessuna risposta ufficiale ci è pervenuta dal ministeroâ€- ll CONAPO lamenta inoltre le difficoltà che riscontrano taluni i vigili del fuoco ad avere la sostituzione dei guanti in dotazione, che vengono utilizzati per molto tempo.
SINDACATO CONAPO: GUANTI VIGILI FUOCO TEMONO ACQUA E CALORE? SEMBRA UN PARADOSSO
