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Superlega: quando lo sport si concede al capitalismo senza regole. Lo scivolone di Agnelli

ROMA – La redistribuzione di ricchezza per una decina di club rischia di affondare anni di storia delle squadre più blasonate. E non è solo la condanna dell’Uefa al progetto della Superlega a fare intravedere tempi bui ma potrebbero essere gli stessi tifosi a voltare le spalle a qualcosa che ormai ha solo il sapore di speculazioni finanziarie aprendo un’autostrada al capitalismo nello sport. Ora dopo il Chelsea anche il City verso la retromarcia in Superlega. Tra le squadre inglesi che hanno aderito alla Superlega davanti alle fortissime pressioni esterne da parte dei tifosi che  male hanno digerito la scelta di creare un campionato elitario ad invito, chiuso tra club ‘fissi’. Così, dopo il Chelsea che ha già fatto intendere di star riflettendo sulla reale possibilità di ritornare sui propri passi, adesso anche il Manchester City è in dubbio. Dall’Inghilterra arrivano notizie di un possibile ripensamento entro sera. Il primo ministro inglese, Boris Johnson minaccia finanche una legge per mettere fuorilegge le squadre che dovessero guardare alla Superlega.

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